Ci sono anche due salentini in un presunto raggiro scoperto nel foggiano. Una frode fiscale con fatture per operazioni inesistenti e bancarotta fraudolenta. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo aprile, davanti al Tribunale di Foggia. L’inchiesta riguarda la gestione di una cooperativa operante nel settore della logistica e dei trasporti, dichiarata in liquidazione giudiziale nel settembre 2024, e coinvolge più soggetti con ruoli apicali nella governance societaria. Secondo l’accusa, tra il 2018 e il 2022 sarebbero state poste in essere reiterate condotte finalizzate all’evasione dell’IVA, attraverso l’omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e l’emissione di fatture relative a operazioni ritenute inesistenti. Le somme contestate sono ingenti: l’imponibile complessivo supera diversi milioni di euro, con un’evasione d’imposta che, in più annualità, oltrepassa ampiamente le soglie di punibilità previste dalla normativa tributaria. Tra gli indagati figurano anche due neretini, oltre ad un terzo di Cerignola: il primo avrebbe ricoperto per anni un ruolo centrale nella gestione della cooperativa, assumendo la carica di vertice e mantenendo – anche successivamente – una posizione di fatto nell’amministrazione. A lui vengono contestati non solo i reati tributari, ma anche una serie di condotte che avrebbero contribuito in maniera determinante al dissesto della società, con un’esposizione debitoria verso l’Erario e gli enti previdenziali superiore ai sei milioni di euro. Il secondo salentino, invece, avrebbe operato come legale rappresentante di un’altra società del comparto logistico, emettendo – secondo l’ipotesi accusatoria – fatture false per consentire a terzi l’evasione dell’IVA e omettendo il versamento delle imposte dovute per più annualità. Il fascicolo comprende anche l’ipotesi di bancarotta fraudolenta: agli indagati viene attribuita la distrazione di numerosi beni aziendali – tra cui mezzi pesanti e autovetture – e la realizzazione di operazioni dolose che avrebbero aggravato lo stato di insolvenza della cooperativa fino al fallimento. Persona offesa individuata è l’Agenzia delle Entrate. Nel corso delle indagini la guardia di finanza ha effettuato una serie di sequestri di beni.
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