LECCE – Il Lecce anti Udinese è in fase di costruzione avanzata.
Il tecnico Di Francesco sta pensando a delle modifiche, ma potrebbe insistere sul collaudato, ma poco prolifico 4-2-3-1. Domenica si vedrà.
Certo è che adesso in difesa c’è abbondanza di difensori centrali e non è affatto azzardato pensare ad un impiego simultaneo di Gaspar, Tiago Gabriel e Siebert. I moduli, come pura espressione numerica lasciano il tempo che trovano. A Di Francesco interessa l’interpretazione che ogni calciatore offre alla causa.
In questi giorni si è parlato tanto di uno schieramento con due punte, ma Stulic ha seguito un lavoro personalizzato per buona parte della settimana. Il suo impiego con Cheddira è un’ipotesi lontana, oggi. Di Francesco, pertanto, sta lavorando a soluzioni alternative.
Bisogna pure ricordare che a fine mercato il club giallorosso ha depositato in Lega la lista di giocatori utilizzabili e in questo elenco figura pure Paco Esteban, il capocannoniere della formazione Primavera del Lecce impegnata domani a Monza
Non sorprenda se il 19enne attaccante spagnolo siederà in panchina come hanno già fatto i suoi colleghi Gorter e Kovac.
Di Francesco deve permettere alla squadra pure di conservare gli equilibri necessari, quindi i cambiamenti repentini e senza senso meglio che restino sui taccuini social dei tifosi.
Il campo richiede ben altro. Anche Di Francesco nelle sue recenti dichiarazioni non ha escluso alcuna possibilità in riferimento all’impiego simultaneo di due punte. Ma anche di una punta e mezza, con Sottil, ad esempio, a soffiare dietro a Cheddira. Rinunciando, inizialmente a Pierotti, Banda e N’Dri.
Quasi sei mesi di campionato non sono bastati a rendere la squadra leccese prolifica quanto basta. Ci vuole di più. E oggi Di Francesco sta pensando pure a qualcosa di diverso per rendere la propria squadra più incisiva in attacco.
Intanto proverà a recuperare Stulic, almeno per la panchina. Anche contro l’Udinese partirà Cheddira dal primo minuto. Per una volta non esisterà il dubbio sulla punta centrale. È il contorno che tiene accesi i pensieri di Di Francesco.
