TARANTO – Con il gol di Citro il Bisceglie batte il Taranto nel ritorno della finale di Coppa Italia di Eccellenza ribaltando il risultato dell’andata e annullando di fatto i due risultati su tre a disposizione degli jonici per portare a casa il trofeo e tenere spalancata la possibilità di promozione in serie D. Sogni infranti però per Danucci e i suoi costretti a fare i conti con la dura realtà. Campionato compromesso e Coppa Italia sfumata. Il Bisceglie si è confermata squadra solida e cinica che con merito ha alzato la Coppa Italia al cielo. Serata di festa sportiva grande macchiata da un gesto che di sportivo ha davvero poco. Il dito medio sollevato in maniera folle dall’allenatore nerazzurro Di Meo al triplice fischio a mò di esultanza cozza prepotentemente con lo sport minando l’aria di festa. Un gesto di pochi secondi ma che non è passato inosservato tanto che la società è prontamente intervenuta con un comunicato ufficiale per fornire un chiarimento in merito l’episodio definendolo “frutto dell’enfasi e della tensione agonistica del momento sottolineando come Mister Di Meo non avesse intenzione di mancare di rispetto né alla Società Taranto Calcio, né ai suoi calciatori, né tantomeno ai tifosi tarantini. Episodio a parte, per il Taranto è una batosta pesante per aver fallito un obiettivo divenuto fondamentale.
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Mario Vecchio
Mario Vecchio, giornalista e conduttore tg.
Iscritto all'albo dei giornalisti di Puglia dal 2007
