GALLIPOLI – Quello che ha strappato la vita a Giorgio Spada “fu un incidente autonomo, non sussistono elementi utili per poterne ascrivere la responsabilità a soggetti terzi”. Con queste parole, nell’ordinanza emessa al margine dell’udienza in Camera di consiglio, la gip Tea Verderosa ha archiviato il fascicolo di inchiesta aperto per far luce sulla morte del 32enne di Gallipoli, deceduto in un incidente stradale nel giorno di Pasquetta del 2024. L’ipotesi di reato avanzata a carico di ignoti era di omicidio colposo, frutto di un esposto avanzato dalla famiglia Spada. I genitori, assistiti dall’avvocato Faenza Speranza, hanno sempre sostenuto che il figlio quel giorno fosse stato inseguito in auto, al culmine di una lite, legata alla relazione sentimentale che Giorgio intratteneva in quel periodo. Ed è proprio quell’inseguimento – sempre a dire dei parenti – ad essere costato la vita al ragazzo, che era in auto da solo. Avvalendosi dei pareri tecnici della criminologa Isabel Martina e dell’ingegnere forense Luigina Quarta, i famigliari del ragazzo hanno addotto una serie di testimonianze e perizie a supporto di questa tesi, confluite nell’opposizione all’archiviazione richiesta dal pm Erika Masetti.
Undici pagine intense in cui, tramite il legale, mamma Raffaella e papà Sebastiano chiedono che le indagini vadano avanti per far luce su tutti i punti torbidi della vicenda: le testimonianze incongruenti rese da chi ha trascorso la mattinata con Giorgio, tra cui l’allora fidanzata e la sua famiglia, soprattutto alla luce – si legge – dei rapporti incrinati tra questi ultimi e il 32enne, vittima di minacce e angherie.
Altro punto dolente: le telecamere in casa della fidanzata, a dire dei famigliari non funzionanti e “finte” ma a dire del tecnico intervenuto qualche giorno dopo “perfettamente operative”. Non risulta poi acquisito alcun tabulato telefonico né alcuna localizzazione delle celle dei soggetti che quel giorno sono stati coinvolti, a vario titolo, nella vicenda. Ci sono, infine, le tracce ematiche da sfregamento sospette, lato passeggero, riscontrate nell’abitacolo dell’auto di Giorgio, così come il cellulare della fidanzata ridotto in frantumi, certamente – si legge nelle perizie – per un colpo assestato in modo diretto e violento.
La famiglia, incredula, preannuncia adesso di voler andare avanti, alla ricerca della verità: chiederà di riaprire il caso. Una testimonianza, su tutte, potrebbe rivelarsi cruciale: prima di mettersi in auto Giorgio sarebbe stato coinvolto in un acceso litigio. Poi si è messo in strada, andando incontro alla morte.
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Erica Fiore
Erica Fiore, classe 1990, giornalista pubblicista dal 2017. Caporedattrice e conduttrice del tg di TeleRama. Collaboratrice della trasmissione "Terre del Salento".
Collaboratrice della trasmissione "Finalmente Domenica".
Nel 2021 ideatrice e conduttrice della trasmissione "Amarcord, la festa rivive".
