LECCE – Se da un lato, in provincia di Lecce nel 2025, il numero di imprese è cresciuto, dall’altro i settori tradizionali – come commercio, manifatturiero e anche il comparto agricolo, hanno registrato la chiusura di diverse attività
A tracciare questo quadro le Elaborazioni Servizio Studi, Statistica e Informazione economica su dati Stockview-Infocamere.
Il tessuto imprenditoriale salentino ha chiuso infatti il 2025 con un saldo positivo di 872 imprese in più, con un tasso di crescita dell’1,17%, in linea con quello regionale +1,15% e superiore a quello medio nazionale 0,96%.
Analizzando i singoli settori però ci sono molte ombre: in particolare nel commercio, che nell’arco di un anno registra un saldo negativo di ben 380 attività, di queste la metà è riconducile al commercio non specializzato. Segno meno anche per il settore manifatturiero – 117 aziende, chiudono anche alimentari, abbigliamento e legno, non va meglio il comparto agricolo – 71 attività, saldo negativo anche costruzioni e ristorazione.
Nella maggior parte dei comuni salentini il bilancio imprenditoriale del 2025 si chiude positivamente, in modo particolare per i comuni a più alta densità imprenditoriale come Lecce (+265), Gallipoli (+69), Nardò (+50) e Casarano (+41) che registrano i saldi più elevati. Ma considerando il tasso di crescita sono i piccoli comuni di Bagnolo del Salento (5,5%), Surano (5,2%), Ortelle (4,6%) a registrare le performances migliori. Fanalini di coda, i comuni di Tricase (-8), Acquarica del Capo (-10) e Specchia (-15).
