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Corvino sul calciomercato: “Abbiamo rispettato le logiche tecniche e societarie”

Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera

LECCE – E’ una spiegazione a tutto tondo circa le dinamiche che hanno caratterizzato la sessione invernale del mercato giallorosso quella fornita dal direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino accompagnato dal direttore sportivo Stefano Trinchera.

Corvino: “Siamo un laboratorio, dobbiamo esserlo e un laboratorio è sempre quello che porta a lavorare attraverso le idee. Le idee portano ad essere attivi, portano a non essere statici, portano a non essere di una staticità che poi può portare a scomparire. E’ l’unica strada per rimanere nel calcio che conta e basta vedere da dove siamo partiti, da dove siamo oggi, dove siamo arrivati sia con la prima squadra e con la primavera. Ed è difficile essere capiti”.

Difficile essere compresi ma fare calciomercato deve rispondere a determinate indicazioni e logiche che spesso sfuggono a chi commenta sui social.

Corvino: “Sono state tutte cessioni che hanno tenuto conto delle volontà dei calciatori, perché non è che quando cambiamo prendiamo un giocatore che viene dal Manchester, dai grandi club dove tutto viene capito. Abbiamo il rischio nelle vene, non vorremmo rischiare tanto ma noi dobbiamo correre questo rischio. Dovete avere attraverso gli indizi le prove. Quello che veramente succede, quello che veramente è.
Non quello che dice il social. Sono sempre quei mille, duemila. Il Lecce è fatto di 1 milione di tifosi. E’ stato tanto il lavoro fatto, per noi direttori è molto complicato, molto complesso soddisfare le esigenze prima tecniche poi di spogliatoio poi societarie e poi dei tifosi. E’ complicato, un lavoro molto complesso”.

La linea guida è stata una, accontentare tutte le esigenze che si sono presentate nonostante le tante difficoltà.

Corvino: “Quali sono state le logiche che ci hanno contraddistinto? Quelle tecniche ma quando svolgi le dinamiche di soddisfare le esigenze tecniche, metto anche quelle di spogliatoio, quelle tecniche che poi vanno di pari passo anche a quelle societarie perché ti devi muovere attraverso quelle che sono le indicazioni societarie. Dobbiamo essere un club che non deve creare situazioni debitorie a fine stagione. Deve essere un club che ha anche il dovere di soddisfare le esigenze della passione dei tifosi ma è veramente difficile coniugare le due cose. Ci riesce difficile, perché per soddisfare le esigenze societarie dobbiamo tenere quei parametri. Dobbiamo finire sempre in attivo ed essere il più basso monte ingaggi. Soddisfare le esigenze tecniche vuol dire essere sempre in serie A e quindi tutte queste logiche, pur sapendo gli sforzi che fa la società, pur rimanendo in questi contesti, pur tenendo conto degli sforzi che facciamo noi, dobbiamo stare dentro queste logiche. La Cremonese ha speso 30 milioni di euro sul mercato. Noi sa quanti ne abbiamo spesi quest’anno? Ne abbiamo spesi 22, mai è successo.  Il Como 122 milioni parlo di quelle che sono venuti dalla B,  prima te la giocavi con le squadre che venivano dalla B, 44 l’Udinese, 43 il Sassuolo, 40 il Verona, 30 il Cagliari, 41 il Pisa. Questi è quello che fanno gli altri che lottano con noi”.

Il Lecce ha ceduto Maleh, Rafia, Kaba, Pierret, Guilbert e Kouassi e Morente con rescissione consensuale, in entrata invece si registrano gli arrivi di Ngom, Fofana, Gandelman e Cheddira. Operazioni che sono andate nella direzione di accontentare soprattutto in uscita chi ha chiesto esplicitamente di andare via.

Corvino: “Sono state tutte cessioni che hanno tenuto conto delle volontà dei calciatori, come non tenere conto anche di tutti quei calciatori che per motivi differenti, noi dobbiamo capire le loro anche aspettative. Io vi dico che al mio presidente a fine stagione ho detto: presidente sono stanco voglio tirare un po’ il fiato, sono stati cinque anni e voglio tirare il fiato, sono stanco perché l’impegno è quello che è. Credetemi. Il mio presidente a fine stagione ha depositato in Lega, io gli ho detto non devi fare l’annuncio perché io può darsi che da un momento all’altro lascio. Quando la stanchezza ha preso il sopravvento, devo tirare il fiato per poi andare a morire non so dove e quando, oppure ritornare qui, non lo so adesso. lo so che mi ha fatto tre anni di contratto e lo ha deposito in Lega”.

 

 

 

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