LECCE – In occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e dei comunicatori, celebrata il 24 gennaio, anche Lecce ha dedicato un momento di riflessione al mondo dell’informazione.
L’incontro si è tenuto presso il Centro Pastorale e Culturale Giovanni Paolo II, con il titolo: “Custodire voci e volti umani”.
Al centro del confronto, il tema della custodia: custodire l’unità, custodire la dignità delle persone, custodire l’essenza dell’altro, soprattutto in un tempo in cui crescono barriere, diffidenza e chiusure, come come ha spiegato nel suo intervento Vincenzo Corrado, portaopce della CEI (Conferenza Episcopale Italiana)
La comunicazione – è emerso – non è solo trasmissione di notizie, ma incontro, reciprocità, relazione. Il giornalismo torna così alla sua arte più semplice e più vera: andare incontro alle persone, ascoltare, creare connessioni.
Nel dibattito anche una riflessione sul rapporto con le nuove tecnologie e con l’intelligenza artificiale. Come ricordava Papa Francesco, l’intelligenza artificiale non va combattuta, ma conosciuta e utilizzata con consapevolezza, senza però consegnare alle macchine la creatività e la responsabilità umana, come come ha ribadito anche il vescovo metropolita di Lecce mons Panzetta, presente all’incontro.
Perché è proprio nel modo in cui si porta a termine un progetto che si rivela l’anima del giornalismo: restare in movimento, restare umani, continuare a custodire se stessi e gli altri
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