LECCE – Quest’anno non poteva che essere incentrata sulla Riforma della giustizia la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario (Per rivedere la diretta di Telerama CLICCA QUI). L’appuntamento, che si rinnova nell’aula magna della Corte d’Appello a Lecce, traccia bilanci e proietta a nuove sfide. Il referendum è una di queste.
L’ingresso della fanfara del Comando interregionale marittimo Sud ha sancito l’avvio dei giornata. Parola poi al presidente Roberto Carrelli Palombi di Montrone. “Al netto dell’essere favorevoli o meno alla riforma – ha detto – avvocatura e magistratura dovrebbero tornare a sentirsi parte di una stessa missione, chiamata Giustizia”. Un passaggio poi sul Pnrr e l’impiego dei fondi nell’intero distretto, “ad oggi i risultati sono già soddisfacenti – ha rimarcato – resta da lavorare sull’abbattimento dei tempi del processo civile”. Capitolo personale: manca all’appello il 30 per cento dei magistrati, a ciò si aggiunga la platea dei precari addetti nell’ufficio del processo, tanto indispensabili quanto appesi ad un filo. Amara, infine, la riflessione sulle carceri, svuotate di personale e di senso, laddove la missione primaria dovrebbe essere quella rieducativa.
A seguire, in rappresentanza del Ministro della Giustizia, l’intervento della dottoressa Rosa Patrizia Sinisi, vice capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria. Focus sulla campagna referendaria, infine, anche nell’intervento del dottore Maurizio Carbone, componente del CSM.
LA RELAZIONE DEL PROCURATORE GENERALE:
Da una parte una mafia sempre più infiltrata e con spirito “imprenditoriale”, in grado di riciclare soldi sporchi in attività apparentemente lecite. Dall’altra, una escalation di episodi che coinvolgono minori che inizia a preoccupare più delle consorterie storicamente radicate nel territorio. È quanto emerge dalla relazione del Procuratore generale Ludovico Vaccaro che, come sempre, traccia un bilancio sull’evoluzione dell’assetto criminale locale.
Stupefacenti ed estorsioni restano il core business dei clan. I settori più “contaminati” vanno dal gaming alla security, da quello turistico-ricettivo a quello edilizio, come dimostrato dalle inchieste sull’uso illecito di bonus governativi. Prende piede inoltre l’uso di criptovalute tramite piattaforme collegate a stati esteri: una nuova sfida per gli inquirenti chiamati ad avvalersi di collaborazioni internazionali, non sempre facili.
Sono i minori, si diceva, a preoccupare più di tutti.Violenza sessuale, pedopornografia e revenge porn sono i principali reati in aumento. Non solo: la fascia d’età dei responsabili oscilla tra i 12 e i 13 anni. Sempre più giovani e sempre più armati: l’scalation di furti, danneggiamenti, rapine ed episodi di resistenza a pubblico ufficiale fanno il paio con una disponibilità di armi sempre più diffusa.
Il secondo passaggio cruciale della relazione del procuratore riguarda, infine, la violenza di genere. Nell’ultimo anno sono 129 le misure cautelare emesse per reati con vittime donne, a cui si aggiungono 45 provvedimenti disposti nei confronti di minori, sempre per abusi e violenze.
Non è un caso che nel 2025 sia stato registrato un aumento del numero di adolescenti presi in carico dai servizi sociali: a volte abbandonati, altre volte vittime di un contesto tossico che rischia di farsi eredità.
