Il TAR di Lecce ha respinto il ricorso presentato dalla Fenice Srl contro il Comune di Campi Salentina, confermando la legittimità dell’annullamento dell’aggiudicazione del servizio di refezione scolastica per il triennio 2025-2028. La gara, dal valore complessivo di oltre 424 mila euro, era stata inizialmente aggiudicata da La Fenice Srl nel giugno 2025. Successivamente, però, il Comune aveva avviato un procedimento di autotutela dopo aver ricevuto una comunicazione della Guardia di Finanza sull’esistenza di indagini penali riguardanti la società aggiudicataria, in relazione a presunte irregolarità nella fornitura di olio utilizzato nei servizi di mensa scolastica svolti negli anni precedenti. Secondo l’amministrazione comunale, l’elemento decisivo non è stato tanto l’esistenza delle indagini in sé, quanto la mancata comunicazione di fatti rilevanti da parte dell’operatore economico in fase di gara. Un’omissione che, per il Comune, ha inciso sul rapporto fiduciario e sull’affidabilità professionale dell’impresa, giustificando l’esclusione e la successiva aggiudicazione al secondo classificato.
Il TAR ha condiviso questa impostazione. Nelle motivazioni, il Collegio ha chiarito che l’omessa informazione su circostanze potenzialmente rilevanti integra un grave illecito professionale, ai sensi del Codice dei contratti pubblici, poiché viola i principi di buona fede, lealtà e trasparenza che devono caratterizzare i rapporti tra stazione appaltante e concorrenti. Il Comune, inoltre, non avrebbe ritenuto soddisfacente il servizio svolto precedentemente. Infine, per i giudici, si tratta di una valutazione rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione, sindacabile solo in presenza di manifesta irragionevolezza o travisamento dei fatti, elementi che nel caso di specie non sono stati riscontrati.
Respinte anche le censure sulla mancata considerazione delle misure di “self-cleaning”, ovvero, autodisciplina negli appalti pubblici, e quelle relative alla presunta irregolarità della certificazione di qualità dell’impresa subentrata, risultata invece in regola. Il ricorso de La Fenice, è stato quindi integralmente rigettato. Il Comune era assistito in giudizio dall’avvocato Domenico Mastrolia.
