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Mogli e figlie “registrate” e pedinate: dirigente Asl a processo

SUD SALENTO – Un affermato professionista nell’ambito sanitario, un dirigente Asl, non accettando di dover abbandonare la casa in cui aveva vissuto con moglie e figlie fino al momento della separazione, sarebbe passato al piano B: pedinamenti e registrazioni. L’uomo, un 67enne dell’hinterland di Casarano, è finito a processo con le accuse di atti persecutori e interferenze illecite nella vita privata, più nel dettaglio di moglie e figlie. A difendere il professionista è l’avvocato Biagio Palamà. Ad assistere la ex moglie, 60enne di professione docente, l’avvocato Giancarlo dei Lazzaretti.

Nella denuncia sporta nel 2019 dalla donna (con la quale era già in corso una causa di separazione), lei ricostruisce una serie di episodi allarmanti. Durante le uscite in compagnia delle figlie sarebbe stata pedinata da un uomo, incaricato dal marito di monitorarne gli spostamenti e che pure è finito a processo. Di più: un giorno, raggiungendo un’officina automeccanica per un guasto all’auto, la donna avrebbe scoperto l’esistenza di un gps installato nel vano motore. La sim risulterà intestata allo stesso uomo accusato di averla pedinata.

C’è poi il nodo delle conversazioni tra mamma e figlie che l’uomo, nascondendo un registratore su una mensola della cucina, avrebbe registrato e allegato agli atti inerenti la causa civile di separazione.

Infine l’imputato avrebbe diffuso in giro notizie diffamatorie sulla ex, alludendo ad una propensione della donna ad intrattenere relazioni extraconiugali. La sentenza è fissata al 18 febbraio prossimo.

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