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Gennaio in sala: tra presidenti, ping pong e drammi familiari

CINEMA – Benvenuti gentili e soprattutto curiosi lettori di TeleRama, al consueto appuntamento settimanale con Cineclub, dove le protagoniste assolute sono le uscite più attese nel mondo del cinema.

La coppia d’oro Servillo-Sorrentino è tornata.

Cominciamo le nostre proposte settimanali, parlandovi dell’uscita nelle sale del dramma La grazia di Paolo Sorrentino. Presentata all’ultima edizione del festival del cinema di Venezia, occasione in cui il suo interprete principale Toni Servillo ha ricevuto la Coppa Volpi, l’ultima pellicola del cineasta Napoletano analizza la figura di un presidente della Repubblica, a fine mandato, che deve decidere se donare la grazia a due persone accusate di aver commesso un omicidio e se firmare la legge sull’eutanasia. Dopo una parentesi cinematografica dedicata a Napoli, il regista torna a focalizzarsi sulle dinamiche di potere del Bel paese. Nonostante un’ottima regia e delle prove attoriali di spessore, il film potrebbe apparire, ai detrattori del regista, come privo di sostanza esattamente come il precedente Parthenope.

Timothée è da Oscar, il film è adrenalina pura.

E ora passiamo al dramedy sportivo Marty Supreme di Josh Safdie. Prodotto e distribuito da A24, il nuovo lungometraggio – con protagonista il newyorkese Timothée Chalamet – è uno dei più chiacchierati di questa stagione cinematografica. Ispirata alla vita del campione di ping pong Marty Reisman, l’opera vuole concentrarsi più sul mito che sull’uomo, offrendo al pubblico un racconto intenso, realistico e cinematograficamente potente. L’attore appena trentenne, grazie a quest’interpretazione, è diventato il più giovane di sempre a ricevere il Golden Globe come miglior attore protagonista in un film musicale o commedia e il favorito per la corsa ai premi oscar 2026. Candidata a ben 9 statuette, la pellicola ha già raggiunto lo status di cult contemporaneo.

La famiglia è al centro dell’analisi di Trier.

Concludiamo i nostri consigli con il dramma familiare Sentimental Value di Joachim Trier. Vincitore del Grand Prix speciale della Giuria alla 78esima edizione del festival di Cannes e cnadidato anch’esso in ben 9 categorie dei premi Oscar, l’ultimo lavoro del regista norvegese è una disamina intelligente sul peso dei ricordi e dei legami sanguigni.

Nora è un’attrice teatrale che, ad inizio film, torna nella sua casa di infanzia per celebrare il funerale della madre. L’occasione le consentirà di rivedere il padre, attore in declino che vorrebbe convincerla ad accettare la parte di protagonista in un suo film. Nei panni dell’uomo c’è uno Stellan Skarsgard premiato ai golden globes ocme miglior attore non protagonista, che sembra aver dato l’interpretazione di una carriera.

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