C’è un mare che non divide, ma racconta. Un mare che custodisce voci, memorie, partenze e ritorni. È il Mediterraneo, protagonista ideale della ventinovesima edizione della Notte della Taranta, che nel 2026 affida il timone del suo viaggio musicale a Ermal Meta, scelto come Maestro Concertatore.
Una scelta che parla prima ancora di suonare. Perché la storia di Ermal Meta è essa stessa una storia mediterranea: nato in Albania, cresciuto a Bari dopo l’arrivo in Puglia a tredici anni durante il grande esodo degli anni Novanta, il cantautore incarna quella geografia umana fatta di attraversamenti, approdi e nuove appartenenze. La Puglia, terra di confine e di accoglienza, diventa per lui casa e orizzonte, “arca di pace” capace di trasformare il viaggio in radicamento.
Vincitore del Festival di Sanremo e autore tra i più apprezzati della scena italiana, Ermal Meta ha costruito nel tempo un percorso artistico solido e coerente, fondato sulla centralità della parola e sul dialogo tra culture. Le sue canzoni raccontano vite che si sfiorano, confini che si incrinano, identità che non si chiudono ma si trasformano. Una poetica che si sposa con la missione storica della Notte della Taranta: del resto,
Meta era già stato protagonista di uno dei momenti più intensi del Concertone 2025. E come sottolinea Massimo Bray, presidente della Fondazione La Notte della Taranta, tra il Festival ed Ermal Meta “è nata fin da subito una consonanza profonda”, fondata su valori condivisi: accoglienza, dialogo, apertura all’altro. Affidargli la direzione musicale del Concertone, in programma il 22 agosto 2026, significa scommettere su un’idea di Mediterraneo non come frontiera, ma come luogo di convivenza e scambio, dove memoria e contemporaneità possono suonare insieme.
