Non ce l’ha fatta Galatina a rientrare tra le dieci finaliste per la Capitale Italiana della Cultura 2028.
Tra le pugliesi, che erano tra le 23 della selezione precedente, esclusa anche Vieste, va invece in finale Gravina in Puglia con il progetto “Radici al futuro”.
Le città finaliste saranno convocate per le audizioni pubbliche, giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026 presso la Sala Spadolini della sede del Ministero della cultura. Ogni candidata avrà così la possibilità di illustrare nel dettaglio il proprio progetto e rispondere alle domande dei giurati. Per ciascun dossier le audizioni avranno una durata massima 60 minuti, di cui 30 per la presentazione del progetto e 30 per una sessione di domande da parte dalla Giuria.
La proclamazione della Capitale italiana della Cultura si terrà entro il 27 marzo 2026.
“L’esclusione dalle finaliste – commenta Maria Grazia Anselmi, vicesindaco di Galatina – non è certamente l’esito che ci aspettavamo. Accogliamo questa decisione con la consapevolezza di aver messo in campo il massimo impegno, con serietà, competenza e dedizione, così come un progetto di questa portata richiede.
Allo stesso tempo, scegliamo di guardare a questo risultato come a un punto di partenza e non di arrivo: un’occasione per continuare a investire e a far crescere Galatina dal punto di vista culturale. Il percorso intrapreso in questi anni dimostra che la città ha già saputo distinguersi, come testimoniano le numerose iniziative che hanno ottenuto una rilevanza nazionale e internazionale. Desidero esprimere un ringraziamento personale e sincero a tutti coloro che hanno messo passione, tempo e competenze per la costruzione di un progetto ambizioso, concreto e profondamente legato all’identità della nostra comunità”.
