CINECLUB – Benvenuti gentili e soprattutto curiosi lettori di TeleRama, al consueto appuntamento settimanale con Cineclub, dove le protagoniste assolute sono le uscite più attese nel mondo del cinema.
La coppia d’oro Servillo-Sorrentino è tornata.
Cominciamo le nostre proposte settimanali, parlandovi dell’uscita nelle sale del dramma La grazia di Paolo Sorrentino. Presentata anch’esso all’ultima edizione della festival del cinema di Venezia, occasione in cui il suo interprete principale Toni Servillo ha ricevuto la Coppa Volpi, l’ultima pellicola del cineasta Napoletano analizza la figura di un presidente della Repubblica, a fine mandato, che dovrà decidere se donare la grazia a due persone accusate di aver commesso un omicidio e se firmare la legge sull’eutanasia. Dopo una parentesi cinematografica dedicata a Napoli, il regista torna a focalizzarsi su una figura isittuzionale che detiene il potere nel Bel paese. I fans del Sorrentino storico non possono che considerarsi come entusiasti.
Viaggio, tra fede e ragione, in un’Inghilterra infetta .
E ora andiamo in un Regno Unito apocalittico con 28 anni dopo – il tempio delle ossa di Nia DaCosta.
Quarto capitolo, della serie orrorifica iniziata nel 2002 con il cult di Danny Boyle 28 giorni dopo, questo nuovo film riprende da dove si era interrotto quello precedente: il piccolo Spike è lontano da casa e prigioniero di una setta satanista che indossa delle parrucche bionde. Oltre al nemico infetto, in questo atto si aggiunge la minaccia umana. Il dottor Kelson, nel frattempo, studia un esemplare infetto e si avvicina ad un antidoto.
Il terzo film, seppur ben diretto, ha fatto storcere il naso a molti fan storici della saga: 28 anni dopo – il tempio delle ossa ha convinto gran parte della critica, ma riuscirà a risollevare il destino del franchise?
Nella mente di uno dei migliori registi di sempre.
Concludiamo i nostri consigli, entrando nella mente di uno dei più importanti cineasti degli ultimi anni, col il ritorno nelle sale in 4k di Inland empire – l’impero della mente di David Lynch. Involontario ultimo lungometraggio realizzato dal regista statunitense, Inland Empire è l’unico che ha girato completamente in digitale e il suo lavoro più personale ed autoriale. Al centro della sua analisi delirante ci sono due attori, un uomo e una donna interpretati da Justin Theroux e Laura Dern, che sono scelti come protagonisti del remake statunitense di un film polacco, mai terminato perché ritenuto “maledetto”. Esplorando con una libertà assoluta il dualismo tra il mondo reale e quello onirico, Lynch ha realizzato la sua opera più folle e visionaria. Un lavoro che, dopo vent’anni, è ancora capace di far discutere e riflettere gli appassionati.
