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Esplosione nella notte a Squinzano: fallito l’assalto al bancomat UniCredit

Un’esplosione nel cuore della notte, poi la fuga.
 Ma questa volta il colpo è fallito. L’ennesimo assalto della “banda della marmotta” si é verificato a Squinzano. Intorno alle due e mezza, un gruppo di malviventi ha fatto esplodere il bancomat della filiale UniCredit in via Gianfilippe, all’angolo con via Armando Diaz con la solita tecnica, che consiste nell’inserire direttamente nella fessura dello sportello automatico un ordigno artigianale. L’atm è stato divelto, ma la cassaforte non è stata estratta e il denaro è rimasto all’interno. I malviventi, forse disturbati dal sistema di allarme o da qualche auto di passaggio si sono subito dati alla fuga a mani vuote, lasciandosi dietro danni agli ambienti interni della filiale e alle auto parcheggiate lungo la strada. Il boato ha svegliato i residenti della zona, che hanno visto due auto allontanarsi a forte velocità.

L’allarme della banca ha subito attivato l’intervento degli uomini degli istituti di vigilanza Fidelpol e Folgorpol, rallentato dai chiodi sparsi sull’asfalto dai malviventi. Tempestivamente, sul posto sono giunti anche i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, i colleghi della stazione di Guagnano e gli artificieri, per i rilievi e la messa in sicurezza dell’area. Al vaglio dei miliari le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e della filiale per risalire all’identità dei responsabili.

Quello di Squinzano si inserisce in una lunga scia di assalti agli atm nella provincia di Lecce. L’ultimo, in ordine di tempo, nella notte tra il 29 e il 30 dicembre. Due malviventi avevano fatto esplodere il bancomat della Banca Popolare Pugliese di via Verdi, portando via circa mille euro. Prima ancora a Veglie, tra l’1 e il 2 dicembre, l’esplosione aveva aperto lo sportello e i ladri erano riusciti a prelevare la cassaforte, con un bottino stimato di circa 20mila euro, anche in questo caso aiutati da chiodi sparsi lungo la fuga.

Negli ultimi giorni colpi con la stessa tecnica sono stati segnalati anche nelle zone di Brindisi, Foggia e in alcune del Barese. Gli investigatori sono già al lavoro per risalire all’identità dei responsabili. Non si esclude che possa trattarsi di una banda composta da più soggetti, provenienti dalle provincie di Brindisi e Bari e che si avvarrebbe di qualche basista nei vari colpi messi a segno.

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