NOVOLI – Il caffè in ghiaccio “alla leccese”, la pasta con ricotta e “Puddhrascia” di Salice Salentino, la cassatina vegliese, i “Passaricchi cu llu baccalà, la trippa al forno – pitta con scalore e spunzali”, di Copertino, l’anguria “Sarginiscu” di Nardò, le Verdure a menescia – pitta rustica dell’Istituto “Lanoce” di Maglie e gli “gnocculi di Sant’Antonio” di Novoli, piccola pasta fresca artigianale condita con zuppa di pesce povero. Sono le nuove dodici eccellenze salentine entrate e far parte della grande famiglia dei PAT, i prodotti agroalimentari della tradizione locale. Un traguardo raggiunto grazie al progetto QBO promosso da Confagricoltura Lecce con il supporto della Camera di Commercio di Lecce.
Tra i PAT ritroviamo dunque anche gli gnocculi di Novoli, un prodotto legato ai festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate.
E i Pat diventano simbolo di riscatto per l’intero comparto agricolo dopo i danni causati dalla Xylella. “E’ stato un modo per dare una speranza a questo settore, così vituperato – afferma il presidente provinciale Confagricoltura Lecce Cezzi – Grazie ai Pat proviamo a ricostruire un’identità distrutta”. Ma ora si guarda già avanti. Le opportunità non mancano, anche in chiave turistica. L’inserimento nel registro delle eccellenze, avvenuto nell’ambito dell’aggiornamento annuale dei PAT, consentirà – spiega David Montefrancesco, Agente di sviluppo del progetto QBO – a questi prodotti di ottenere premialità su iniziative a carattere regionale e nazionale”. o
Insomma, l’identità e le tradizioni diventano la leva per rilanciare e valorizzare il territorio salentino.
