Due interrogatori distinti per chiarire cosa sia accaduto in quei minuti concitati e perché, al termine della lite familiare, siano stati esplosi colpi d’arma da fuoco in strada. Sono comparsi oggi davanti ai giudici per l’interrogatorio di convalida il padre 41enne e il figlio 15enne di Gallipoli, arrestati per la sparatoria di Capodanno, avvenuta a Nardò.
Per il quindicenne, il gip Paola Liaci ha accolto la richiesta della difesa, rappresentata dagli avvocati Anna Maria Congedo e Giampiero Tramacere, disponendo il collocamento in comunità. Una decisione adottata nonostante la pm Paola Guglielmi della Procura dei Minori, avesse chiesto la convalida della misura cautelare già in corso, ovvero la prosecuzione della detenzione nell’Istituto Penale per i Minorenni. Il ragazzo ha risposto a tutte le domande del giudice, dichiarando di non essere a conoscenza del fatto che il padre fosse armato.
Diversa la decisione per il padre. Il gip Francesco Valente, accogliendo la richiesta del pm Massimiliano Carducci, ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. Il 41enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo soltanto dichiarazioni spontanee, nelle quali ha escluso ogni responsabilità del figlio e ha sostenuto di aver agito per legittima difesa, affermando di essere stato minacciato con una mazza da baseball.
La vicenda risale al pomeriggio del primo gennaio, intorno alle 17.30, in via Pompiliano, nella zona 167 di Nardò. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, tutto sarebbe iniziato da un acceso confronto tra il 41enne e l’ex moglie, avvenuto all’esterno dell’abitazione della donna per questioni legate alla gestione familiare. L’uomo si sarebbe presentato accompagnato dal figlio minorenne, mentre la donna rientrava in casa insieme a una coppia di amici.
Nel tentativo di difenderla e riportare la calma, uno dei conoscenti si sarebbe frapposto tra lei e l’ex marito. È in quel frangente che l’uomo avrebbe estratto una pistola ed esploso due colpi d’arma da fuoco. Uno dei proiettili ha colpito al piede l’amico, un 51enne del posto, poi soccorso e trasferito all’ospedale “Fazzi” di Lecce, dove è stato dimesso con una prognosi di trenta giorni.
Subito dopo la sparatoria, padre e figlio sono fuggiti a bordo di una moto di grossa cilindrata. Le indagini, condotte anche attraverso il tracciamento dei telefoni cellulari, hanno portato gli investigatori a Gallipoli, in un’abitazione di Corso Roma. Durante la perquisizione domiciliare, gli agenti hanno rinvenuto l’arma utilizzata (una beretta calibro 7,65 con matricola abrasa) e 73 cartucce, insieme al casco del quindicenne, agli indumenti indossati al momento dei fatti e alla moto della fuga, parcheggiata nei paraggi della casa e poi posta sotto sequestro.
Le accuse contestate a padre e figlio sono tentato omicidio aggravato in concorso, porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni.
