Si è conclusa ieri la quarta edizione di RiGenera, festival itinerante ideato dall’associazione Music Platform, attiva da oltre dieci anni in provincia di Lecce nella progettazione e produzione culturale. Per due giorni, il Castello Aragonese di Otranto è stato attraversato e trasformato da una pluralità di soggetti, linguaggi e pratiche culturali che si sono intrecciati e rafforzati reciprocamente.
Protagoniste dell’evento sono state le realtà giovanili del territorio, linfa vitale e imprescindibile per la crescita culturale e sociale della comunità locale. Accanto a loro, artisti, artigiani, creativi e performer hanno letteralmente invaso le stanze del castello, dando vita a un percorso visivo e sonoro capace di sensibilizzare e accompagnare il pubblico attraverso ambienti carichi di suggestioni. Ogni artista ha interpretato in modo personale il concetto di rigenerazione, traducendolo in opere in dialogo con lo spazio e con la storia del Sud Italia.
Il programma ha inoltre visto la partecipazione di importanti interpreti del cinema e della musica nazionale, tra cui il regista Edoardo Winspeare e il producer Riva Starr, ampliando il respiro della manifestazione e sottolineando la necessità di trasformare iniziative come RiGenera in presìdi culturali permanenti: luoghi di costruzione continua del pensiero, della creatività e della relazione con il territorio.
«Quella appena conclusa – dichiara Daniele Marzano, presidente di Music Platform – è stata un’edizione particolarmente significativa anche per la scelta, tutt’altro che scontata, di destagionalizzare RiGenera. La risposta del pubblico (nonostante le temperature rigide e il vento di tramontana) e la qualità delle esperienze condivise hanno restituito un risultato estremamente positivo in termini di partecipazione. Il valore di questa edizione si è misurato nella capacità del festival di dimostrare come cultura, arti formative, sperimentazione e cinema possano, insieme, rigenerare un luogo simbolico come il Castello Aragonese, rendendolo per due giorni uno spazio vivo, aperto e attraversabile. Fondamentale il dialogo e la collaborazione con l’Amministrazione comunale e con tutto lo staff della rassegna Alba dei Popoli 2026, uniti da una visione condivisa: rigenerare la fruizione tradizionale del Castello Aragonese e proiettarlo verso una nuova luce culturale, che troverà un momento simbolico di massima espressione nella celebrazione della prima alba d’Italia a Capodanno».
