Dopo sei giorni dal suo ritrovamento, Tatiana Tramacere rompe il silenzio. La 27enne di Nardò, scomparsa lo scorso 24 novembre e ritrovata giovedì 4 dicembre nella mansarda dell’abitazione dell’amico Dragos, oggi parla per la prima volta. Una voce bassa, il respiro che si spezza, lo sguardo di chi sta ancora cercando di rimettere ordine dentro di sé. Tatiana si scusa con la città, con le forze dell’ordine, con tutti coloro che nelle ore più difficili hanno temuto per lei.
“Vorrei chiedere scusa alla città, alle forze dell’ordine, ai giornalisti… per il caos che ho creato, senza volerlo. Non avevo previsto che sarebbe successo tutto questo. Ringrazio davvero tutti: chi mi conosce e chi non mi conosce, i carabinieri, tutte le forze dell’ordine, i giornalisti… So che il mio comportamento ha fatto pensare tante cose. Ma non è stata una bravata, né una fuga, né una luna di miele, come ho letto in mille commenti. L’ho fatto per qualcosa che da anni è morto dentro di me… qualcosa che temo di affrontare”.
È un racconto difficile, intimo. Tatiana parla della paura per la diagnosi di una malattia e di una fragilità che l’accompagna da tempo, di un turbamento che avrebbe preso il sopravvento proprio nei giorni in cui avrebbe dovuto sottoporsi ad accertamenti medici. Da qui, la decisione di allontanarsi. Una scelta improvvisa, non pianificata, che l’ha portata a rifugiarsi dall’amico Dragos. Nessun giallo, nessuna costrizione. Solo la storia di una ragazza che non è riuscita a chiedere aiuto.
“Non ho fatto nulla per attirare l’attenzione. È stato un momento buio, come quelli che credo molti abbiano attraversato. Non mi riconoscevo più. Ho avuto paura… e quando ho paura mi nascondo. Dragos mi ha semplicemente accolta, ascoltata senza giudicarmi. Non ha fatto nulla di male. Io ho sbagliato, nel modo più sbagliato possibile… ma questo non dà diritto di scagliarsi contro una persona senza sapere cosa sta vivendo”.
Tatiana sa che nelle ore della sua scomparsa la comunità si è mobilitata, che gli inquirenti hanno battuto palmo a palmo il territorio. E non nasconde l’amarezza per le critiche, gli attacchi arrivati soprattutto dai social dopo il suo ritrovamento.
“Non voglio difendermi, né essere assolta. Chiedo solo scusa. Spero che dietro questo errore resti anche la mia parte umana: una ragazza fragile, con le sue paure, che non ha saputo affrontarle nel modo migliore”.
Oggi Tatiana prova a ripartire. E lo fa iniziando da qui. Da un grazie e da un perdono chiesto con voce tremante, ma sincera.
