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Caso Eka, sindacati denunciano “opacità e regole piegate”. Società respinge accuse

Sono i sindacati, ora, a chiedere conto del “caso Eka” ai vertici dell’Università del Salento. ANIEF-UniSalento, FLC-Cgil e Snals/Confsal. Nel mirino la gestione dello spin-off nato nel 2010 e rimasto nel portafoglio dell’Università ben oltre i cinque anni fissati dal regolamento interno, nonostante le delibere del Cda – risalenti al 2020 – imponessero l’uscita dalla società.
Secondo le organizzazioni sindacali, questa inerzia avrebbe consentito a Eka di presentarsi ai bandi pubblici – anche regionali – con il vantaggio aggiuntivo del marchio universitario, mentre l’Ateneo rinunciava per anni a un controvalore che oggi sfiorerebbe il milione di euro. Un ritardo che, secondo i sindacati, potrebbe aver “gonfiato le casse private a discapito dell’immediata disponibilità di fondi pubblici”. Da qui una raffica di domande: chi, ai massimi livelli, ha deciso di non dare seguito alle delibere? Perché non sono scattati i controlli interni? Come mai alcuni documenti – compresa la richiesta dell’amministratore di Eka di rivedere la dismissione – non sono stati tempestivamente portati all’attenzione degli organi accademici? E ancora: quale ruolo hanno avuto, in questi anni, gli uffici competenti e i revisori dei conti?
Il Senato accademico, convocato per questo giovedì, dovrà esprimere il proprio parere sul piano di razionalizzazione delle partecipate, che include l’alienazione del 10 per cento detenuto in Eka e di altre tre società spin-off, rimaste in situazione analoga per oltre un decennio. Per i sindacati questo è solo un primo passo “tardivo” verso la trasparenza. Nella stessa seduta, chiedono, il Senato dovrebbe farsi promotore di una vera inchiesta interna per individuare responsabilità, verificare l’eventuale violazione delle norme e rivedere l’intero sistema dei controlli sulle collaborazioni pubblico-private, così da prevenire future zone d’ombra.
Intanto, l’amministratore unico di Eka precisa che non si tratta di “dismissione” della società ma di vendita della sola quota universitaria, ricorda, poi, che nella stessa condizione vi sarebbero altri spin-off. Nel citare gli ex soci Alessandro Delli Noci e Maurizio Laforgia, coinvolti in un’inchiesta giudiziaria, l’amministratore di Eka ribadisce che la società è “totalmente estranea” all’indagine penale in corso, la quale non riguarda né i rapporti con UniSalento né le agevolazioni ricevute. I finanziamenti pubblici, sottolinea, proverrebbero in larga parte da fondi nazionali ed europei e sarebbero consultabili sul Registro nazionale aiuti di Stato.

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