LECCE – 1361 detenuti, a fronte di 798 posti. La situazione nel carcere di Lecce non è dissimile da quella che si registra negli altri istituti penitenziari italiani. Il sovraffollamento resta una bomba pronta a esplodere. A confermare questo scenario l’associazione Nessuno Tocchi Caino, capeggiata dal segretario Sergio D’Elia, che nelle scorse ore ha fatto visita alla struttura di Borgo San Nicola
Nel corso della visita sono state rilevate le condizioni di vita dei detenuti ma anche di lavoro dei “detenenti”, gli operatori penitenziari – a partire dagli agenti della polizia penitenziaria – costretti, per la carenza di organici, a turni massacranti e vittime anche loro delle condizioni inumane e degradanti in cui versano le carceri nel nostro Paese dovute al peso sempre più intollerabile del sovraffollamento.
Gli effetti sono visibili: un’impresa anche trasferire i detenuti nelle strutture sanitarie per fare una visita. E una delle emergenze è quella legata alla salute mentale dei detenuti, così come ha rimarcato la tesoriera di Nessuno Tocchi Caino, Elisabetta Zamparutti.
La tappa di Lecce fa seguito alle 108 visite effettuate nelle carceri italiane nel 2024 e le oltre 70 già svolte da inizio anno nell’ambito della campagna di Nessuno tocchi Caino denominata “Visitare i carcerati”.
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