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Ruolo unico medico, mozione Pagliaro: “Regole certe prima del passaggio”

La Puglia non è pronta per il passaggio al ruolo unico del medico di assistenza primaria, che prevede per i medici di base – oltre all’attività ambulatoriale – prestazioni di ex guardia medica da retribuire su base oraria. Parte da questo presupposto la mozione presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro, che impegna la Giunta regionale a congelare questo passaggio al doppio ruolo del medico di medicina generale fino al prossimo 31 dicembre, finché non saranno chiariti il perimetro delle competenze e dei compensi dovuti ai medici. Elementi che mancano – evidenzia Pagliaro – nell’accordo integrativo regionale pubblicato il 26 maggio scorso. In assenza di regole certe e chiare, questo passaggio rischia di essere un salto nel buio per medici e pazienti.

In questo quadro s’inserisce il grosso problema degli ambiti carenti, ossia le tante aree prive del medico di base per mancata sostituzione di quelli andati in pensione. A questo proposito, la mozione Pagliaro impegna la Giunta regionale ad applicare per tutto il 2025 la procedura attuata finora per l’assegnazione delle zone carenti, procedendo con lo scorrimento della graduatoria regionale 2025 dei medici pubblicata sul Burp il 28 novembre scorso. Questo per escludere dall’assegnazione degli ambiti carenti i titolari di incarico temporaneo che non abbiano conseguito il titolo di medico di medicina generale, in modo da non penalizzare i colleghi con maggiore anzianità che sono regolarmente in graduatoria e che aspettano di essere finalmente trasferiti da altre regioni o altre Asl.

“Ci prepariamo ad un passaggio molto delicato che investe la professione dei medici e il diritto alle cure primarie degli assistiti. Non ci sarà più distinzione tra medico di base, che finora si dedicava solo all’attività di studio, visita e gestione dei propri assistiti, ed ex guardia medica che forniva assistenza soprattutto di notte, nel fine settimana e nei festivi, quando gli ambulatori medici sono generalmente chiusi. Questo lo stabilisce il decreto ministeriale 77 del 2022, e la Puglia deve adeguarsi. Ma non si può procedere senza un quadro normativo ben definito, se davvero si vuole migliorare l’accesso e la qualità dei servizi sanitari territoriali, fondamentali per la prima presa in carico dei pazienti e per evitare di intasare i pronto soccorso degli ospedali”.

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