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L’eredità di Cristina Rizzo: “La prevenzione per fermare i femminicidi”

LECCE – È il giorno dei ricordi condito da un vortice di emozioni per Maria Cristina Rizzo,  sostituto procuratore generale della Repubblica. Lascia Palazzo di Giustizia. Lascia la toga e il suo cuore, come ha sottolineato il giudice Ennio Cillo.  Un magistrato attento e sensibile, capace di trasformare una esperienza negativa in una attività professionale, sempre al fianco dei più fragili. 

“Una donna delle istituzioni che si è spesa senza lesinare energie per la causa della giustizia, come ha sottolineato l’ex Procuratore generale di Lecce Antonio Maruccia, attuale Presidente nazionale della Commissione esaminatrice per il reclutamento dei magistrati. 

Il suo cammino professionale è stato disseminato da alcune vicende delicate che le hanno trafitto il cuore, come l’assassinio di Noemi Durini quando era a capo della Procura dei Minori.

“Se tutti gli anelli del sistema funzionassero a dovere forse queste morti non si verificherebbero più”. Nel giorno del suo commiato, il sostituto procuratore generale Maria Cristina Rizzo, rimarca il ruolo fondamentale della prevenzione nelle violenze di genere.

Non poteva mancare un cenno a Cataldo Motta l’ex capo dell’antimafia leccese, uno dei migliori pm italiani degli ultimi 40 anni: “Sono stati i mei anni più belli”.

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