BARI – Qualche punto da perfezionare ancora c’è, ma l’impianto è pronto: il bilancio di previsione della Regione Puglia inizierà l’iter di approvazione nelle commissioni consiliari alla fine di questa settimana, al più tardi all’inizio della prossima per sbarcare in aula per l’approvazione finale entro il 14 dicembre.
La manovra sarà più o meno della stessa entità di quella dello scorso anno. La Sanità drenerà il 70 percento percento dell risorse disponibili e, dopo i 93 milioni stanziati con l’assestamento, ne arriveranno altri 30 almeno. Ma non bastano perché il profondo rosso della sanità, anche quest’anno si assesterà intorno ai 160 milioni di euro e, quindi, in aula dovranno essere ricavati almeno altri 40 milioni di euro. Circa 190Milioni andranno al Trasporto pubblico locale, settore sempre in affanno rispetto al fabbisogno, 18 i milioni in più rispetto allo scorso anno. Resta il grande nodo dei consorzi per i quali si sta cercando una soluzioni che possa alleviare il peso che hanno sul bilancio regionale. Strada alla quale starebbe lavorando direttamente il governatore. Una, ma non la principale e non la sola, spacchettare la gestione degli acquedotti rurali che incidono per 9 milioni sul disavanzo complessivo dell’ente unico. Il tesoretto riservato all’aula sarà di appena 4 milioni di euro. C’è poco margine, insomma. E questo non aiuta a sedare i mal di pancia. I tanti mal di pancia che ancora ci sono nella maggioranza. Alla riunione tra i capigruppo, aperta al Movimento 5 Stelle, non ha partecipazione Azione. “Non siamo stati invitati” ha spiegato il capogruppo Mennea che si riserva, vista l’esclusione dall’incontro, decisioni anche al momento del voto. Invito che, invece, è rivendicato dall’assessore al Bilancio Amati. E questo descrive ancora il clima che non è cambiato, nonostante il voto favorevole all’assestamento. Come non è rientrato il malumore del dem Mazzarano al quale si è aggiunto quello del consigliere foggiano Tutolo, capogruppo di Per la Puglia, che da 24 anni sta occupando l’aula del Consiglio regionale perché – sostiene – dall’accordo sul fondo di sviluppo e coesione è stato tolto poco prima di firmare, il finanziamento alla strada 109 che collega Lucera a San Severo, tristemente nota come “strada della morte”. Malcontento che, in realtà, è avvertito anche da altri consiglieri. Primo banco di prova, per capire lo stato febbrile del centrosinistra, giovedì quando in aula si tornerà per votare le altre leggi in attesa del bilancio.
