TORRE CHIANCA – Chi risiede a Torre Chianca lo sa bene. Questa zona – che si trova qualche centinaio di metri all’ingresso di Torre Chianca e subito dopo la grande rotatoria che incrocia la provinciale che parte da a Lecce – è diventata una mèta privilegiata per abbandonare rifiuti di ogni genere. Siamo in via dell’Uva Sultanina, precisamente alle spalle di quella che fino a una quindicina di anni fa, era una frequentatissima discoteca.
Le immagini sono eloquenti e fanno male al cuore. A farla da padrone ci sono detriti e materiale edile di varia natura, in particolare mattonelle. Ma qui ritroviamo un po’ di tutto. Non solo pezzi di vetro, cartoni, bottiglie di plastica, scatole di vernice, vasetti di plastica per piantine, ma anche una ciabatta e, addirittura, una sdraio e quel che resta di una televisione.
Un tappeto eterogeneo di rifiuti gettati in campagna, in una delle marine leccesi che – oltre alle sue limpide acque – può sfoggiare la bellezza incontaminata del bacino dell’Idume, un “tesoro” naturale da preservare gelosamente. Uno spettacolo davvero poco edificante che fa a pugni con un territorio che merita rispetto, cura e attenzione.