Era una gara dall’esito scontato, si sapeva già alla vigilia. A tal proposito il nuovo direttore generale Lucchesi, aveva parlato di dramma sportivo, così è stato, al Vigorito, per il primo turo della Coppa Italia di serie C, è andato in scena un dramma.
Il Benevento ha passeggiato sulle ceneri di un Taranto che non c’è, di un Taranto messo in campo in modo improvvisato da mister Cazzarò che ha fatto fuoco con la legna che aveva, schierando una squadra imbottita di giovani Primavera. Col 3-5-2 sono scesi in campo Lafortezza; Cappilli, De Santis, Enrici, Ferrara, Ferente, Mastromonaco, Matera, De Luca, De Marchi e Capone.
La squadra di Auteri si presenta con il 4-3-3 con Nunziante; Berra, Capellini, Meccariello, Viscardi; Pinato, Prisco, Talia; Lamesta, Manconi, Lanini. E non fa sconti la Strega, giocando senza pietà contro un avversario in continua sofferenza.
Il primo tempo si chiude per 4 a 0.
Sblocca il risultato Lanini dopo appena 6 minuti battendo di testa il giovane portiere La Fortezza. Al 14’ arriva il raddoppio di Manconi che salta il portiere e gonfia la rete; al 20 il tris di Talia da fuori area e al 39’ il poker di Lamesta.
Il Taranto fa quel che può ma non c’è né capo e né coda e non è colpa di nessuno perché in campo c’è una compagine improvvisata frutto dello scempio societario delle ultime settimane.
Nella seconda frazione il quinto gol arriva al minuto 64 ed è ancora di Lamesta che al 77’ sigla la tripletta personale su punizione ed è 6 a 0.
Il triplice fischio finale per questo Taranto è una liberazione. I prossimi giorni saranno determinanti per il futuro della squadra rossoblù.