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A Bari la protesta di migliaia di agricoltori, dal Salento e da tutta la Puglia

Protesta agricoltori Coldiretti

BARI – Stanchi della siccità, della xylella e delle tante emergenze irrisolte. Migliaia di agricoltori e allevatori, provenienti dal Salento e da tutta la Puglia, hanno colorato di giallo il lungomare di Bari. Trattori, bandiere e cartelli per un’invasione pacifica dinanzi alla Presidenza della Regione, per reclamare attenzione e interventi concreti per la sopravvivenza del settore primario, perno dell’economia pugliese. Interventi che garantiscano l’irrigazione, il funzionamento dei consorzi di bonifica che pretendono tributi senza dare manutenzione e servizi, un piano efficace per la rigenerazione delle aree colpite dalla xylella, con il coordinamento e il sostegno alle attività di ricerca e il pieno coinvolgimento delle istituzioni nazionali ed europee sul problema del batterio killer degli ulivi.

Al fianco degli agricoltori – migliaia – sono scesi in piazza esponenti delle istituzioni, sindaci con i gonfaloni, giovani e donne che hanno lasciato i campi e le stalle per portare la loro voce a Bari.

Danni per oltre un miliardo di euro in poco più di due anni e i raccolti dimezzati: queste le conseguenze della siccità e delle temperature bollenti: clementine al macero, produzione di grano dimezzata, calo drastico del foraggio verde nei pascoli, previsioni drammatiche per la prossima campagna di raccolta delle olive: queste le stime della Coldiretti Puglia, che chiede di dichiarare lo stato d’emergenza.

“Noi oggi manifestiamo – ha spiegato un agricoltore del sud Salento – per l’immobilismo della Regione nei confronti della tragedia xylella: dieci anni, dieci anni sono tanti. Abbiamo perso risorse, abbiamo perso persone disponibili a lavorare. Non abbiamo più un futuro”.

“Noi abbiamo due grandissime emergenze che colpiscono il nostro territorio – ha ribadito Costantino Carparelli, presidente di Coldiretti Lecce –  innanzitutto la siccità che ha risvolti poi nella gestione della risorsa idrica e quindi entra di forza la problematica dei consorzi di bonifica. Consorzi che, ad oggi, non hanno assolto al loro dovere e hanno rovinato il rapporto fiduciario con le aziende agricole, perché l’istituto del consorzio di bonifica doveva dare la possibilità di dare l’acqua a tutti, a un prezzo equo”.

Il direttore della Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, ha detto che “sicuramente oggi il Salento è la parte che maggiormente risente degli effetti che stanno devastando il nostro territorio: da una parte il clima, dall’altra parte le fitopatie. La xylella è una pandemia che è stata trascurata, distruggendo il Tacco d’Italia. Abbiamo tergiversato per anni, ed oggi ci accorgiamo che la mancanza di milioni di piante l’ulivo e la mancata rigenerazione olivicola stanno accelerando i problemi di desertificazione”.

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