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Emergenza rifiuti a Brindisi – Adesso vengano fuori i responsabili!

BRINDISI – Brindisi sta vivendo il periodo peggiore della sua storia recente in merito alla gestione di tutto ciò che ruota intorno ai rifiuti. Da ottobre è subentrata nella gestione del servizio di raccolta la ditta Teorema che poi ha lasciato spazio all’AVR. Si tratta di imprese che in sede di gara d’appalto hanno proposto un ribasso del 4% ritenuto assolutamente inaccettabile da tutti gli altri concorrenti, nessuno dei quali è andato oltre l’1%. Un elemento che è fra i tanti inseriti nel ricorso di una impresa concorrente che sarà discusso dal Consiglio di Stato il prossimo 25 luglio.

A Palazzo di Città, però, all’epoca della definizione della gara questo elemento sembrava non interessare gli uffici competenti, tanto è vero che si fece di tutto per accelerare i tempi del subentro nella effettuazione del servizio. Dal primo ottobre, pertanto, la raccolta dei rifiuti è stata affidata a Teorema, pur non disponendo – la stessa – di locali idonei che gli ha fornito il Comune. Una circostanza insolita e decisamente non prevista e che in qualche modo potrebbe aver alterato il confronto con le altre partecipanti alla gara. E si sono chiusi entrambi gli occhi anche sulla carenza di mezzi, mentre proprio quello doveva essere un elemento fondamentale per non far cominciare il nuovo appalto.

Una tolleranza sul rispetto del capitolato che si è manifestata anche in altri aspetti e che ha determinato un crollo della qualità del servizio offerto e, di conseguenza, anche della percentuale di raccolta differenziata. Oggi – solo oggi – si scopre che da Palazzo di Città sono state comminate multe ad AVR per 100mila euro. Una cifra poco più che simbolica rispetto ai danni ambientali provocati da un servizio di raccolta così carente.

Un motivo in più perché la politica – e forse non solo – vada a fondo sulle responsabilità per quanto accaduto, stabilendo perché sono state compiute scelte discutibili sia prima che dopo l’avvio del servizio ad ottobre del 2023. Qualcuno, insomma, paghi per aver contribuito a ridurre Brindisi in queste condizioni.

 

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