Attualità

Fermo pesca dei ricci di mare, si lavora agli indennizzi. E non solo

BARI – Ci sono tre strade, parallele e che si stanno percorrendo in contemporanea, per sostenere i pescatori di ricci di mare durante il fermo. La prima riguarda i ristori. La seconda il ripopolamento della specie, la terza il supportare il settore a vivere di questo ma anche di altro.

Il tema è stato al centro dell’ultima seduta del Consiglio regionale, sollecitato dal capogruppo de La Puglia Domani, Paolo Pagliaro e proponente della legge che ha decretato il fermo pesca dei ricci per tre anni per impedire alla specie di estinguersi. Tutte richieste che, dall’approvazione della legge, erano in attesa di risposte certe. Ora, arrivate.

Sono 100 i pescatori dotati di regolare licenza per la pesca subacquea del riccio, il doppio se si includono anche quelli autorizzati alla pesca con l’arpione. I fondi per i ristori – ha spiegato l’assessore al ramo Donato Pentassuglia – sono stati individuati, oltre che dalle pieghe del bilancio autonomo, dai fondi europei per la pesca, FEAMPA. La prossima settimana saranno convocati i comuni per i dettagli della copertura finanziaria. Il partenariato, invece, dovrà concordare i criteri per il bando che elargirà i ristori. Due i criteri dai quali non si prescinderà: 3 anni di attività certificata di pesca del riccio, regolarità contributiva. Il governatore Emiliano, su questo, sottolineando le tante realtà che non hanno possibilità di certificare l’attività pregressa, ha annunciato misure per supportare i pescatori a diversificare l’attività, non limitandosi alla pesca del solo riccio di mare che in prospettiva non sembra avere dinnanzi un ricambio generazionale. Il tutto, combattendo l’abusivismo e gli illeciti, intensificando i controlli

Tutte misure, come detto, sollecitate dal proponente della legge Pagliaro, anche attraverso la mozione approvata in aula, e che mette accende il faro anche su un altro aspetto altrettanto importante per la tutela dell’habitat: comunicare ai turisti in arrivo che nei mari pugliesi è vietato pescare i ricci.

L’ultimo tassello, per spingere sul ripopolamento, sarà una partnership con il centro di Procida, in Campania, che ha già un progetto sul tema in fase avanzata. La comunità scientifica pugliese Arpa, Crea, Cnr e quella campana si confronteranno per mettere in campo azioni ancora più mirate.

 

 

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