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Spari in strada a Gallipoli: il responsabile torna in libertà. L’ipotesi: legittima difesa

GALLIPOLI – “Quel pomeriggio ero al bar con la mia famiglia quando all’improvviso e senza motivo Carretta mi ha afferrato, portato fuori, tirato un pugno e preso a bastonate. Poi mi ha seguito fino a casa, era armato, voleva uccidermi: ho sparato per difendere me e la mia famiglia”.

È quanto ha  sostenuto, in sintesi, Niko Piteo, il 27enne arrestato per aver colpito con tre colpi di pistola il 47enne Luigi Carretta venerdì pomeriggio in strada a Gallipoli . Durante l’interrogatorio al quale in mattinata è stato sottoposto dalla giudice per le indagini preliminari Valeria Fedele, che ha poi deciso di ordinarne la scarcerazione immediata, Piteo ha fornito la sua versione dei fatti, sostenendo che la sua sia stata legittima difesa.

Con al fianco gli avvocati Stefano Palma e Pompeo De Mitri, il 27enne ha ricostruito quanto è accaduto quel giorno. La sua versione è stata supportata da quella di altri testimoni non direttamente coinvolti: motivo che ha spinto la giudice a chiederne il ritorno immediato in libertà.

Quel pomeriggio i due avrebbero prima litigato nella stazione di servizio di via Lecce. Sarebbe stato Carretta a provocare la lite. Piteo, che era al bar con la moglie e le figlie di 4 e 6 anni, sarebbe stato improvvisamente afferrato dal 47enne per la maglietta, colpito con un pugno e un bastone di ferro, tanto da rendere necessario l’intervento degli agenti del Commissariato locale che pure hanno riscontrato le ferite riportate dal 27enne. Carretta, subito dopo, sarebbe salito in auto accompagnato da un altro uomo e avrebbe raggiunto il 27enne a casa, in viale Europa. Qui lo avrebbe minacciato di morte, facendo più volte il gesto di estrarre una pistola – che pure avrebbe avuto con sé – dai pantaloni.

Piteo, che la sua pistola detenuta legalmente l’aveva tirata fuori dall’armadio della camera da letto appena aveva adocchiato l’auto del Carretta avvicinarsi a casa sua, a quel punto ha sparato. “Non per colpirlo – ha detto – ma per spaventarlo, avendo capito che era sua intenzione puntare la pistola verso la finestra di casa, raggiungendo così la mia famiglia”.

Considerati i riscontri individuati dagli inquirenti alle dichiarazioni di Piteo e i numerosi precedenti penali collezionati dalla vittima degli spari per episodi simili, la giudice ha ritenuto che non sussistano gravi indizi di colpevolezza a carico del 27enne, potendo ipotizzare anche la legittima difesa. Per questo il giovane torna in libertà.

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