CronacaLecce

Lecce, truffa da 67 milioni di euro con i Superbonus 110. Dodici indagati

LECCE – Guardia di Finanza in campo contro le frodi “Superbonus 110”. Un sequestro da oltre 67 milioni di euro, un imprenditore colpito da interdittiva e altre 11 persone indagate. E’ questo il bilancio di un’indagine delle fiamme gialle della compagnai di Maglie avviata nell’agosto del 2020, nell’ambito di un’inchiesta su presunte frodi afferenti l’utilizzo dei bonus edilizi ‘cosiddetti Superbonus 110’, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce. A seguito degli elementi raccolti in questo lasso di tempo, il Gip del Tribunale di Lecce ha emesso un decreto di sequestro preventivo di beni e liquidità per oltre 67 milioni di euro. L’imprenditore colpito da interdittiva, avrebbe costituito una società esclusivamente per fare operazioni in ambito Superbonus 110 e avrebbe percepito indebitamente contributi per i bonus edilizi riferibili a lavori non eseguiti o eseguiti solo in parte, di ristrutturazione immobiliare in oltre 500 cantieri ricadenti nella provincia di Lecce, per i quali i professionisti abilitati e coinvolti nell’illecito ipotizzato avevano attestato lo stato finale dei lavori, rilasciandone il prescritto visto di conformità. 11 i tecnici coinvolti e attualmente indagati, buona parte della provincia di Lecce e gli altri del barese. Erano loro che firmavano gli attestati di conformità. Le fiamme gialle hanno accertato che per gli interventi edilizi sono state emesse e contabilizzate oltre 1.200 fatture per operazioni inesistenti, inserite nel sistema dell’Agenzia delle Entrate, al fine di generare i crediti d’imposta e di procedere alla loro monetizzazione. In particolare il provvedimento è stato eseguito all’interno di numerosi Istituti bancari e postali ‘terzi cessionari del credito’ per un importo quantificato in 25 milioni di euro e presso il ‘cassetto fiscale’ della società inquisita per oltre 42 milioni di euro. I reati ipotizzati ai dodici indagati sono quelli di indebita percezione di erogazioni pubbliche, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nove di loro inoltre risponderanno dell’ipotesi aggiuntiva del reato di associazione per delinquere. Nei confronti del rappresentante legale della società al centro della presunta frode fiscale, è stata applicata la misura interdittiva di divieto di contrattare con la PA e di esercitare attività professionali e imprenditoriali per la durata di un anno.

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