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Curare i tumori pediatrici con farmaci sperimentali: l’obiettivo del Policlinico di Bari

Oncoematologia Pediatrica Policlinico Bari

BARI – Dare una speranza di cura, in Puglia, al 20% di pazienti oncologici da 0 a 18 anni che non rispondono alle terapie convenzionali: è l’obiettivo del reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari, che punta a diventare centro accreditato dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, per la sperimentazione di protocolli innovativi. Nel nostro Paese quelli autorizzati sono soltanto sei, tutti da Roma in su. Andare fuori regione, ammesso che le condizioni cliniche del paziente lo consentano, comporta costi e disagi pesanti. La via per l’accreditamento, però, non è semplice: richiede procedure burocratiche complesse e una serie di requisiti e garanzie, risorse umane e finanziarie, attrezzature e formazione specifica del personale sanitario coinvolto.
Il primo step è l’individuazione di una CRO, un’organizzazione di ricerca a contratto che faccia da guida nell’iter di sperimentazione clinica. L’azienda Policlinico di Bari sta preparando una selezione pubblica.

«La scienza sta andando avanti, cercando di testare nuovi farmaci e nuove procedure che permettano nel prossimo futuro di erodere ancora questa percentuale di pazienti che non risponde. Fare questo, comunque, ha una complessità organizzativa non da poco», spiega il dottor Nicola Santoro, direttore dell’unità di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari.

«Questi studi sono molto complessi – aggiunge Francesco De Leonardis, responsabile scientifico del progetto – ma rappresentano quella scala ripida lungo la quale si arrampica la ricerca medica. Riteniamo fondamentale che un centro come il nostro, che già cura e guarisce i bambini nell’ambito di protocolli internazionali, possa accedere a questa possibilità».

Il problema sono i fondi per finanziare il progetto. L’Azienda Policlinico non è un istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, e quindi non può contare su un capitolo di spesa specificamente destinato a progetti scientifici. Ma, grazie all’impegno di alcune associazioni di volontariato coordinate da Apleti, l’Associazione pugliese per la lotta alle emopatie e ai tumori infantili, conta di riuscire a sostenere le spese mediante donazioni esclusivamente destinate a questo progetto. Associazioni come “Viaggiando con Gianvito”, dedicata alla memoria di un ragazzo che non ce l’ha fatta, stanno raccogliendo fondi. «Gianvito è vissuto qua, entrava e usciva, per 23 mesi – racconta Rosa Allegretti – e i dottori sono stati splendidi. Era importante per noi lasciare i soldi qui, in maniera tale che altri bambini possano avere la speranza e più fortuna rispetto a quella che ha avuto Gianvito».

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