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Truffa con i bonus facciate: 13 arresti. Bottino riciclato all’Estero

LECCE – Un’associazione criminale a tutti gli effetti, con un leader impegnato nell’architettare e gestire la truffa con i bonus edilizi e un gruppo di “soci in affari” impegnati a procacciare i soggetti da coinvolgere, prevalentemente fragili e in difficoltà, disposti ad accontentarsi delle briciole.

È quanto ha messo in luce l’indagine, denominata “Easy Bonus”, condotta dalla Guardia di Finanza leccese per due anni, coordinata dalla Procura e confluita all’alba in 13 arresti: nove soggetti sono finiti ai domiciliari e 4 in carcere (In coda al testo i dettagli). Nelle stesse ore altre misure cautelari sono scattate a Napoli. Ad accomunare il Salento e la città partenopea un dato su tutti: la fuga dei proventi illeciti all’Estero, in particolare in Lituania.

Qui le autorità inquirenti hanno subito notato il corposo flusso di entrate provenienti dalla provincia di Lecce e dal Napoletano: una volta allertate le rispettive Procure, è stato ben presto acclarato il sistema truffaldino. 71 gli indagati nel Salento leccese: tutti percettori fraudolenti di bonus edilizi, prevalentemente bonus facciate, per immobili “fantasma” o addirittura apperentenenti ad altri ignari soggetti.

Il credito d’imposta veniva ceduto a Poste Italiane: sul portale online dedicato non era necessario allegare alcuna certificazione obbligatoria (come CILA o SCIA). Ecco perchè, come si ascolta nelle intercettazioni, raggirare lo Stato è stato un gioco da ragazzi.

Al vertice del presunto sodalizio uno studio di consulenza a Presicce-Acquarica, esperto in circuiti bancari, finanziari e fiscali, di proprietà di Marcello Giorgio Monsellato.

Qualcuno nel giugno del 2022 per ben due volte nel giro di tre giorni appiccò il fuoco all’abitazione del professionista prima e dei suoi genitori poi. Per gli inquirenti fu la testimonianza che anche la criminalità locale si fosse interessata al giro di affari illecito: l’episodio, di chiara natura estorsiva, cristallizzò il dato, mettendo in luce anche il lento deteriorarsi dell’associazione, con spaccature interne.

Il giro d’affari, che sfiora i 24 milioni di euro (di cui venti sotto sequestro preventivo e 3,2 milioni già rientrati in Italia) è stato scoperto grazie alla sinergia tra il Nucleo di Polizia Economico Finanziario (GICO) di Lecce, l’Unità di Informazione Finanziaria italiana, la Financial Intelligent Unit (F.I.U.) della Lituania, le Procure di Lecce e Napoli, il desk italiano di Eurojust, il Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressioni Frodi Fiscali.

“Acclarata la transnazionalità delle condotte delittuose – ha detto il Procuratore della DDA, Guglielmo Cataldi – è stata istituita una Squadra Investigativa Comune, il cui operato ha garantito in tempi stretti il trionfo della giustizia”.

In carcere:

  • Donato Lezzi, 41 anni di Copertino

  • Giacinto Maffei, 52 anni di Solofra

  • Marcello Giorgio Monsellato, 48 anni di Presicce-Acquarica

  • Michele Scognamiglio, 51 anni di Napoli

Ai domiciliari

  • Massimo Giannelli, 50 anni di Racale

  • Alessio Greco, 26 anni residente a Castrignano del Capo

  • Andrea D’Ospina, 44 anni di Gallipoli

  • Andrea Marotta, 48 anni di Gallipoli

  • Michele Romano, 54 anni di Castrignano del Capo

  • Luigi Rossetti, 49 anni di Melissano

  • Celestino Andrea Scarlino, 37 anni di Melissano

  • Monica Sansò, 49 anni di Racale

  • Antonio Talema, 25 anni di Racale.

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