LECCE- Aveva accusato l’ex fidanzato, i suoi genitori e alcuni amici di famiglia di averla segregata in casa, violentata in gruppo e maltrattata. Il processo a carico dei sei imputati, durato tre anni, nelle scorse ore si è concluso con un’archiviazione per insufficienza di prove. Di più: la donna adesso rischia di ritrovarsi al banco degli imputati per calunnia, viste le gravi accuse mosse e considerate da pm e gip inattendibili e contraddittorie. Protagonista di questa storia una donna norvegese, trasferitasi per amore in un paese del sud Salento leccese.
È qui che, stando al suo racconto, sarebbe stata vittima di vessazioni, violenze fisiche e psicologiche da parte dell’allora compagno, della sua famiglia e di alcuni amici. Accuse gravi, si diceva, ma non confermate dalle indagini, che hanno incluso anche accertamenti del Ris di Parma.