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Spento l’incendio, la scoperta choc: una maxi discarica di amianto. Residenti in allarme

SANNICOLA-GALATONE – L’inferno che il 18 luglio scorso ha avvolto 120 ettari di pineta e macchia mediterranea a cavallo tra Sannicola e Galatone ve lo abbiamo raccontato fino al giorno dopo con le immagini spettrali del day after.

Ma se da una parte il lascito di quel rogo è risultato sin da subito desolante, dall’altra ciò che emerso soltanto dopo può definirsi agghiacciante e ciò che preoccupa è il prezzo da pagare. Proprio in zona Lido Conchiglie, a rogo estinto, è stata scoperta una maxi distesa di amianto, anch’essa interessata dalle fiamme di quel giorno.

Ed ecco (nel servizio in coda al testo) le immagini di ciò che il fuoco ha portato amaramente a galla: più di duemila metri quadrati di vera e propria discarica abusiva, una bomba ecologica pronta ad esplodere da un momento all’altro e il 18 luglio è accaduto proprio questo.

Dall’entroterra, in zona villaggio Santa Rita, le lingue di fuoco quel martedì hanno raggiunto la litoranea, verso la montagna spaccata. Canadair, vigili del fuoco e Arif hanno impiegato due giorni tra operazioni di spegnimento, bonifica e l’evacuazione disposta proprio a Lido Conchiglie.

Adesso quell’amianto emerso proprio in questa zona, un materiale notoriamente cancerogeno, solleva preoccupazioni riguardo alla salute dei residenti e all’ecosistema marino circostante.

Gli abitanti e tutti coloro che potrebbero essere stati esposti alle particelle sprigionate sono stati invitati a prendere precauzioni e a sottoporsi a controlli medici.
Le autorità locali, a seguito della scoperta, hanno stabilito misure per isolare l’area interessata e sono state avviate operazioni di bonifica per rimuovere l’amianto esposto.

Fino ad ora, però, ciò che è fatto e fatto. E il punto è che questa discarica a cielo aperto è stata lì per chissà quanto tempo e c’è voluto un incendio per accorgersene e lottare, soltanto ora, contro il tempo per contenerne i danni.

Le particelle di amianto, se inalate, possono compromettere gravemente il sistema respiratorio e per ciò che riguarda l’ambiente possono contaminare suolo e falda, minacciando ecosistema marino ma anche attività di pesca e turismo.

Un’emergenza ambientale quella che Lido Conchiglie si ritrova improvvisamente a fronteggiare e che poteva essere evitata, se solo quell’abbandono cronico, incontrollato e pericolosissimo non fosse mai avvenuto oppure fosse stato scoperto per tempo, evitando che l’incendio si rivelasse un doppio incubo, che è quello che sta accadendo adesso.

E. Fio

 

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