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La sovrintendenza dichiara abusivi i lavori di restauro ai Teatini

LECCE – La denuncia in Procura un anno addietro, le audizioni in Commissione di Controllo di Palazzo Carafa e i sopralluoghi che si sono susseguiti a ritmo incessante. Ed adesso, il punto che mette, almeno per ora, la parola fine sulla vicenda dell’ex Monastero dei Teatini e riguardante i lavori di ripristino e restauro. A metterlo è la Sovrintendenza di Lecce e Brindisi, con una nota dello scorso 29 agosto, in cui stabilisce che sono stati perpetrati abusi edilizi su un immobile sottoposto a vincolo di tutela e, contestualmente, ordina al Comune di Lecce di procedere alla reintegrazione ed al ripristino dello stato dei luoghi attraverso la demolizione di tutte le opere eseguite in difformità al progetto autorizzato.

A sollevare la questione era stato il consigliere di opposizione Giampaolo Scorrano, ponendo una serie di interrogativi, in seguito approdati sul tavolo dei giudici di Lecce. Perplessità che Scorrano aveva portato in Commissione Controllo e legate alla “nomina del direttore dei lavori, al mancato cambio di destinazione d’uso dell’ìmmobile, al mancato deposito dei calcoli statici e alla presunta difformità tra il progetto architettonico e quello strutturale”. Dubbi a cui il dirigente del settore Lavori Pubblici Giovanni Puce aveva comunque risposto dicendo che si trattava di “interventi necessari per rendere funzionale l’edificio” in vista del trasferimento del settore Urbanistica. A bollare come “abuso edilizio” quanto accaduto all’ex Monastero nel cuore di Lecce è stato infine il responso della Sovrintendenza e la questione potrebbe non finire qui, perchè l’abuso ha il suo prezzo.

Intanto, alla luce degli ultimi sviluppi, interviene proprio il consigliere Giampaolo Scorrano, che dice: “E adesso? Cosa diranno sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza che, per mesi, hanno sostenuto a gran voce la bontà dell’operato dell’amministrazione? E soprattutto chi pagherà tutti i delicatissimi lavori di ripristino e di restauro ordinati dalla Soprintendenza?”. Aggiunge ancora il consigliere di opposizione. “Dopo che il sottoscritto è stato tacciato pubblicamente di incompetenza, sia come architetto che come Presidente della Commissione e consigliere, e ingiustamente accusato di perdere tempo nel tentativo di impedire il trasferimento degli uffici comunali che sono stati ugualmente spostati, è dovuta intervenire la Soprintendenza per mettere la parola fine a una vicenda a dir poco vergognosa che ha visto l’amministrazione della cosiddetta legalità commettere un reato gravissimo su un ex monastero di particolare pregio storico – architettonico e, colta con le mani nel sacco, negare persino l’evidenza”.

Sono state necessarie decine e decine di commissioni di controllo, un esposto alla Procura della Repubblica su provocazione del consigliere Murri, e più di un anno di tempo prima che qualcuno mettesse un punto sull’incresciosa vicenda dell’ex Monastero dei Teatini.

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