Attualità

Gatto: no alla colonizzazione del territorio

NARDÒ – Si allargano le voci di dissenso rispetto al modus operandi legato alla realizzazione del progetto di ampliamento della pista gestita dalla Nardò Technical Center. A destare forti perplessità sono le modalità con cui si intendono espropriare 351 ettari di terreno per estendere l’impianto neretino. Alberto Egidio Gatto e Pierluigi Tarantino, due consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, bocciano quello che viene definito “scellerato accordo siglato martedì in Regione”. E stigmatizzano anche quanto avvenuto 24 ore fa a Boncore quando sono stati chiamati a prendere parte ad un incontro che avrebbe dovuto dare voce ai proprietari terrieri gravemente danneggiati dal, progetto della Porsche, proprietaria dell’impianto, che prevede l’esproprio di oltre 351 ettari di terra. In realtà la riunione era “subdolamente finalizzato a convincerli della bontá di un progetto di cementificazione che consuma suolo agricolo e che, nella sostanza, torna comodo soltanto al privato che lo sponsorizza con l’intento di colonizzare il territorio dei nostri agricoltori e pastori”. Una riunione che ha avuto anche momenti di tensione, come sottolineano i due esponenti: “Era presente la troupe di Telerama alla quale non è stato consentito di effettuare videoriprese, forse – dicono i due esponenti – per preservare la segretezza a tutti i livelli di una vergognosa trattativa tra privato ed istituzioni che ha escluso sin dal primo momento ogni tipo di confronto con le parti interessate”.

Sulla stessa linea il consigliere regionale Paolo Pagliaro, che ha già, nei giorni scorsi, presentato un’interrogazione urgente: “Il presidente Emiliano proclama che il Salento sarà famoso nel mondo per la Porsche. Affermazione che ci umilia, perché abbiamo ben altro di cui andar fieri e da esibire – arte e bellezza, cultura e tradizioni, imprese d’eccellenza – e non ci stiamo ad essere colonizzati dalle multinazionali, ma rivendichiamo quel che ci serve per crescere: innanzitutto infrastrutture e connessioni moderne ed efficienti. Con tutto il rispetto per Porsche, siamo ben lieti voglia investire sul nostro territorio ma non sulla pelle di chi ha investito sudore e sangue nell’area di Nardò e Porto Cesareo e che ora, dopo gli espropri decisi a tavolino, si vede proporre accordi bonari come alternativa, quando si tratta invece di un’imposizione di fatto. un sopruso legittimato con la formula della pubblica utilità, nonostante il piano di sviluppo riguardi un’azienda privata. Se poi ci sono proprietari disposti a vendere, si agisca in trasparenza con regolare trattativa privata, ma non si ricorra allo spauracchio dell’esproprio.

E poi -incalza- il ricatto occupazionale: 500 nuovi posti di lavoro promessi; il ricatto delle opere di compensazione da realizzare: un “centro di elisoccorso” e un centro di prevenzione incendi. Specchietti per le allodole -dice- La postazione di elisoccorso si realizzi, come previsto, al Dea del Vito Fazzi. Il paziente elitrasportato che atterri nel centro collaudo di Nardò dovrà essere trasbordato su un’ambulanza e da lì percorrere 27 chilometri per raggiungere l’ospedale più vicino di Copertino, o 39 chilometri per arrivare all’ospedale di Lecce. E il fantomatico “centro prevenzione incendi anche a servizio del territorio intorno”? Che tipo di interventi potrà effettuare, visto che il soccorso tecnico urgente è di competenza dello Stato e quindi del corpo dei Vigili del fuoco?  Fumo negli occhi -chiosa- con il miraggio di uno sviluppo non sostenibile, imposto senza la minima considerazione da chi è abituato a fare il padrone in casa d’altri”.

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