Brindisi – “Bastioni dimenticati”, così si offende la storia…

BRINDISI – Sono in tanti a chiedersi ormai se i principali segni della storia di una città debbano essere dati in consegna alle amministrazioni locali, spesso incapaci di gestirli e di mantenerli.
A Brindisi tutto questo accade anche nei Bastioni che costituiscono una testimonianza di ciò che la città ha rappresentato in passato e del suo inattaccabile sistema di sicurezza. Porta Napoli e Porta Lecce, in particolare, rappresentavano gli accessi principali ed è davvero inaccettabile che adesso queste mura vengano prese d’assalto da arbusti sempre più grandi che nascono tra le pietre, minandone la stabilità.
Un segno di sciatteria e di totale mancanza di rispetto per ciò che questi Bastioni rappresentano.
In questi casi, come accade in città più evolute da questo punto di vista, si interviene per eliminare anche le radici di questa vegetazione spontanea, in maniera tale che si rallenti il ciclo di interventi di manutenzione ed allo stesso tempo si eviti il peggio determinato da un lento ma inesorabile processo di sgretolamento delle mura.
Ed invece negli ultimi anni si è proceduto solo con l’eliminazione della vegetazione, senza andare a fondo con tecniche avanzate ormai adottate da imprese di settore specializzate nella cura dei monumenti.
E dire che spesso la relazione fra l’uomo e la testimonianza del suo passato è stata oggetto di pensiero e discussione in questa città, come valore identitario, come mezzo per mantenere la memoria, per evocare qualcosa o qualcuno con cui rimanere in contatto, per tramandare nel tempo esperienze e valori , che sono il fondamento della cultura di una popolazione. Per rafforzarne il senso dell’appartenenza.
Molto spesso però tutto è rimasto confinato nell’ambito ristretto dei convegni, degli scritti, delle parole, delle promesse di impegno.
Un motivo in più per passare ai fatti, prevedendo un apposito capitolo di spesa per la programmazione di interventi di manutenzione finalizzati a restituire sicurezza e decoro ai nostri segni della storia.

Mimmo Consales

 

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