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Prevedere i terremoti: dalla Puglia primo esperimento social per misurare campo geomagnetico con smartphone

Attualmente i terremoti non possono essere previsti nel breve periodo ma, per calcolo statistico, nel medio-lungo periodo tra i 20 e i 50 anni. Importanti scoperte sulla probabilità di prevedere i terremoti giungono da un gruppo di lavoro nato in Puglia tre anni fa, su iniziativa del ricercatore Vito Marchitelli. A lui si deve un progetto di ricerca in collaborazione con Regione Puglia, Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e Università della Basilicata, che ha visto la partecipazione di scienziati di fama internazionale come il professor Giuseppe De Natale. I risultati sono contenuti in due articoli, il primo dei quali – che evidenzia la forte correlazione fra attività solare e grandi terremoti – si è posizionato tra i primi 20 in assoluto in materia di Geofisica. Oggi, dopo tre anni di approfondimenti e test di laboratorio, il team ha individuato alcuni segnali che caratterizzano le emissioni elettromagnetiche durante i grandi terremoti.
La Puglia è considerata una regione a basso rischio sismico, ma nel 1743 un terribile sisma causò distruzione e almeno 120 vittime a Nardò, nonostante l’epicentro delle tre scosse fosse localizzato nel Canale d’Otranto, a circa 50 chilometri dalla costa salentina. Questo ricordo del passato insegna quanto sia sottostimato, nel Salento e in Puglia, il rischio tsunami. Qualora dovessero verificarsi terremoti lungo le coste di Montenegro, Albania, Grecia, un’onda anomala raggiungerebbe le nostre coste in otto minuti.

Dopo il terremoto di Amatrice di sette anni fa, il ricercatore pugliese si è dedicato ad approfondire i fenomeni precursori sismici. In Italia ci sono cinque stazioni geomagnetiche dal Trentino alla Sicilia, troppo poche per consentire una completa e dettagliata mappatura delle anomalie geomagnetiche. La maggior parte degli smartphone è dotata di magnetometro, perciò sta per essere lanciato il primo esperimento “social” che coinvolgerà una vasta rete di collaboratori per il campionamento, il monitoraggio e la mappatura dettagliata del campo geomagnetico italiano, per misurare i fenomeni elettrici del sottosuolo che possono predire un terremoto a breve distanza spazio-temporale.

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