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Festa Sant’Oronzo, Mons. Seccia: “Si lavori per il bene comune”

LECCE – La città di Lecce nel cuore dei festeggiamneti in onore dei santi pattroni oronzo giusto e fortunato riscopre il senso di una comunità che dona un significato autentico ai valori della fede e della tradizionale. La solenne processione dei Santi Patroni ha calamitato l’attenzione dei tantissimi fedeli e turisti dapprima con la cerimonia religiosa in chiesa con il rito della consegna delle chiavi a Sant’Oronzo dal primo cittadino per poi affidarsi a monsignor Secchia che ha guidato numerosi fedeli e salutato con gioia e commozione la processione per le vie del centro.

La processione – seguita in diretta dalle nostre telecamere – si è snodata seguendo il rituale tragitto per le principali vie del centro.

Suggestiva l’immagine delle tre statue – i due mezzi busti di Giusto e Fortunato e la maestosa e antica statua argentea di Oronzo – che hanno attraversato la parte storica della città tra gli applausi convinti e scroscianti di fedeli e non.

Al rientro del corteo in piazza Duomo il discorso dell’Arcivescovo ha suggellato il tradizionale appuntamento che coniuga sentimenti religiosi e costume popolare.

“Il messaggio che lascio questa sera di Sant’Oronzo, cerchiamo di realizzare nella città di Lecce, nelle città della diocesi, questa presa di coscienza che se si cresce, si cresce insieme se si fallisce alla fine il fallimento ricade su tutti noi. Io mi sento parte viva della sua società ed il rapporto, vedete, che ho con il sindaco, con la provincia, cioè con tutti gli organini statali, comunali, perché loro hanno un compito, io un altro ma il fine qual è? Che stiamo veramente bene, che perseguiamo la valorizzazione della dignità delle persone. Cari giovani anche se mi avete chiamato vescovo secchione, vescovo all’antica, guardate che anche io l’iPad o il computer e mi servo di tutti questi strumenti ma non ne sono schiavo. Schiacciare il tasto e nascondere il dito, oggi è il peccato più grave e ve lo dico con molta chiarezza perché se ci si serve di questi strumenti per un uso negativo, per mettere in difficoltà, per umiliare o offendere, per parlar male l’uno dell’altro dobbiamo doppiamente chiedere perdono a Dio.”

La diretta televisiva – trasmessa in tutta la Puglia e Basilicata – ha accompagnato passo dopo passo la processione con collegamenti durante il corteo e interviste ad esperti di storia e tradizioni locali.

Tantissimi i fedeli come detto, molti turisti letteralmente ammaliati dalla bellezza della città e di un rito che porta con sé un fascino senza tempo.

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