Attualità

L’incomprensibile fallimento del “metodo Brindisi”…

BRINDISI – 12 maggio 2021: il presidente di Confindustria Brindisi Gabriele Lippolis ed i segretari di Cgil, Cisl e Uil lanciano il cosiddetto “metodo Brindisi”.

L’iniziativa fu presentata come una piattaforma condivisa sui temi di sviluppo, lavoro, salute e ambiente, per il rilancio del territorio e per cogliere le opportunità che sarebbero poi giunte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Furono in molti a pensare che si trattava di un sistema che poteva risultare efficace per rimettere in moto una città che da sempre fa fatica a dialogare al suo interno, fino a giungere a spaccature che la indeboliscono ancora di più, acuendo la crisi economica ed occupazionale.

L’appuntamento tra sindacati e industriali partorì un documento pieno di ottime intenzioni e che faceva presagire un percorso di dialogo costruttivo ed inclusivo anche di altre realtà del territorio, sia tra le organizzazioni di categoria che tra movimenti e associazioni, per poi sottoporre il tutto ad una fase di confronto con la politica e con le istituzioni.

In realtà, il castello non ha retto il peso degli obiettivi prefissati ed anche di una condivisione che avrebbe necessariamente sottratto potere ai singoli per attribuirli – appunto ad un “metodo” di governo del territorio.

A dire il vero, alla fine dello scorso anno si è tentato di ripartire, attraverso una nuova convocazione del tavolo, ma da quel momento in poi il “metodo Brindisi” è letteralmente sparito.

Ce ne ricordiamo oggi perché una delle accuse che vengono rivolte da associazioni, movimenti, sindacati e forze politiche ad Edison è proprio quella di non aver dialogato con la città nella fase di presentazione del progetto del terminale di GNL. Ci fosse stato il tavolo del “metodo” quantomeno sindacati e imprenditori sarebbero stati sintonizzati sulle finalità del nuovo investimento. Ed invece si è preferito puntare su una sorta di convegno realizzato da Edison (attraverso il presidente Lippolis)  ad ottobre dello scorso anno nell’ambito del Salone Nautico di Puglia e poi su un incontro con alcune imprese svoltosi nei mesi scorsi presso la sede di Confindustria a porte chiuse.

E deve far riflettere che chi ha promosso la manifestazione di protesta di giovedì prossimo è proprio la Cgil che di quel “metodo Brindisi” era un componente che probabilmente avrebbe utilizzato quella sede per fugare tutti i dubbi emersi nel corso del tempo sulle finalità dell’investimento-Edison.

Un motivo in più per chiedersi – e magari per ricevere risposte – il perché il “metodo Brindisi” è fallito, preferendo scorciatoie molto meno inclusive e che sono la causa dell’attuale mobilitazione generale cittadina. E’ proprio il caso di dire che la storia di questa città ha insegnato poco, visto che le grandi manifestazioni di piazza realizzate il 27 marzo del 2004 e il 29 aprile del 2006 contro il rigassificatore della British Gas erano proprio il frutto di percorsi autorizzativi poco condivisi con i cittadini. Ed oggi incredibilmente commentiamo un errore dello stesso tipo.

Mimmo Consales

 

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