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Brindisi – comincia a scricchiolare il clima di consenso per Edison

BRINDISI – Per oltre un anno la città si è divisa, in maniera sostanzialmente silenziosa, tra coloro che si dichiaravano favorevoli alla realizzazione di un deposito costiero da parte di Edison e coloro che erano contrari. I primi sono stati catalogati, forse in maniera superficiale, tra i fautori della politica del “si” e gli altri tra i sostenitori del “no a tutto”. Una divisione radicale che probabilmente ha soffocato il dibattito e fino ad oggi non aveva fatto emergere criticità su cui si potrebbero registrare inaspettate convergenze. Intanto i fautori del “si” erano tali per i ritorni economici ed occupazionali che l’impianto avrebbe potuto comportare, oltre che per il servizio offerto al porto di Brindisi. Fino ad oggi, però, sono stati snocciolati numeri che non dimostrano alcun ritorno significativo, soprattutto se le assunzioni dirette fossero realmente solo trenta e le imprese locali coinvolte raccolte nel pugno di una mano. Coloro che invece hanno detto “no” dal primo minuto contestavano la presenza di un nuovo impianto di combustibile fossile proprio nel momento in cui bisognerebbe invece guardare solo alle energie alternative, a partire da eolico e fotovoltaico. Il che ha consentito la loro catalogazione tra gli ambientalisti che non vorrebbero far muovere una foglia nel territorio.

Oggi, invece, finalmente in città si comincia a parlare di questo impianto, nonostante Edison si sia limitata a confrontarsi con qualche impresa presso la sede di Confindustria, mentre il sindaco Marchionna ha affermato che il deposito di GNL non è più un problema per l’Amministrazione Comunale.

Ha fatto non poco scalpore, ad esempio, l’aver appreso che nell’impianto ci sarà anche una torcia dell’altezza di 45 metri, peraltro a poca distanza dal cono di atterraggio dell’aeroporto del Salento ed a poco più di un chilometro in linea d’aria dal centro abitato. Torcia le cui emissioni potrebbero rappresentare un problema anche dal punto di vista ambientale.

Circostanza, questa, che ha spinto anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale ad affermare che il progetto non è definitivo e che, pertanto, potrà ancora essere modificato. Nella prima stesura, infatti, la torcia era del tipo “grand flare”, cioè sviluppata a terra e non in altezza. E invece adesso si è scelta una formula più impattante, forse nella speranza che tutto passasse inosservato.

A conti fatti, pertanto, la partita-Edison è tutt’altro che conclusa, soprattutto se tutti coloro che si dicono preoccupati sapranno fare sintesi delle proprie posizioni.

Mimmo Consales

 

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