Cronaca

Muore al mercato coperto, shock e polemiche

OTRANTO – Un malore, mentre era all’interno del mercato coperto di Otranto, la richiesta immediata di soccorsi e l’affannosa ricerca di un defibrillatore, che dalle poche indiscrezioni al momento trapelate pare non fosse presente nè all’interno della struttura commerciale, nè tantomeno all’interno della postazione di guardia medica situata a poche centinaia di metri, oltrechè in una farmacia poco distante. Così, ogni tentativo per tentare di strappare alla morte una donna di 56 anni, originaria della Romania, e che lavorava all’interno del mercato coperto della città dei martiri, è risultato vano. La tragedia si è consumata nella tarda serata del giorno di San Lorenzo, in una Otranto affollata di turisti. La richiesta di intervento è stata immediata, ed il primo a prestare soccorso alla donna è stato un medico che si trovava a pasare proprio nelle vicinanze e che ha capito subito la gravità della situazione. Ha tentatto di effettuare un primo massaggio cardiaco, mentre immediatamente sono stati allertati i soccorsi. In atanti si sono attivati per cercare di trovare un defibrillatore, obbligatorio per legge nelle strutture commerciali, nelle palestre, nelle scuole, nelle strutture sportive, e nei presidi sanitari. Qualcuno, nonostante la tarda ora, ha anche cercato di contattare i responsabili del Comune di Otranto, all’interno della cui sede è comunque presente un defibrillatore. Una corsa contro il tempo. Nel frattempo, sul posto, sono intervenuti personale medico e paramedico con un’ambulanza del 118, coadiuvati dal personale di pronta emergenza sempre del 118 sopraggiunto a bordo di un’auto medica e con a bordo un medico rianimatore. Minuti interminabili, durante i quali, si è tentato il tutto per tutto pur di strappare la 56enne alla morte, che è sopraggiunta purtroppo a causa di un arresto cardicircolatorio. Ma quanto accaduto il giorno di San Lorenzo nell’affollatissima Otranto, in un’orario in cui ancora tanti turisti e villeggianti sono presenti per le vie del centro cittadino, ha scatenato reazioni e polemiche per la mancanza di un defibrillatore mobile. Sono in tanti, infatti, a sottolineare la gravità della mancanza di uno strumento salvavita come appunto il defibrillatore, come può essre un presidio di guardia medica. Il DDL 1441 e la successiva legge 116 del 4 agosto 2021 dettano le disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici ed automatici (DAE) nei luoghi pubblici in ambiente extra-ospedaliero, stabilendo l’obbligatorietà della presenza del defibrillatore nel settore dei trasporti e nella Pubblica Amministrazione.

Il defibrillatore, peraltro già obbligatorio da diversi anni per le associazioni e le società sportive durante le competizioni e gli allenamenti, con la presenza di operatori addestrati al loro utilizzo, deve essere necessariamente presente in tutte le sedi dello Stato, uffici delle Pubbliche Amministrazioni che abbiano almeno 15 dipendenti, Provincie, Regioni, Comuni, scuole di qualsiasi ordine e grado, università, Agenzie Pubbliche, stazioni ferroviarie e nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

 

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