Blackout in carcere, un detenuto sfonda la cella. I sindacati denunciano: poco personale, situazione a rischio

calema b

Un balck out di quaranta minuti, i detenuti che iniziano a battere contro le sbarre con pentole e tegami, e uno di loro che utilizzando il proprio letto riesce a sfondare la porta della cella uscendo al di fuori e iniziando a muoversi nella sezione detentiva. E’ quanto accaduto nelle scorse ore all’interno del carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. La situazione è rientrata dopo l’intervento degli agenti di polizia penitenziaria. Ma sono stati momenti difficili, come denunciano dal comparto di sicurezza di Confintesa. A Borgo San Nicola, visto quello che stava accadendo con tutti i detenuti che avevano messo in atto una forte protesta, sono dovuti intervenire anche agenti di polizia penitenziaria in quel momento liberi dal servizio, per dare manforte ai pochi colleghi presenti, come spesso accade a causa della cronica carenza di personale più volte denunciata. “Quanto avvenuto a Borgo San Nicola”, dicono dall’oirganizzazione sindacale, ci porta a chiedere il perché la situazione all’interno degli istituti penitenziari non venga presa in considerazione da chi dovrebbe, nonostante le tante passerelle fatte da parte di esponenti politici. E dal comparto di sicurezza di Confintesa chiedono una maggiore attenzione delle istituzioni ed anche della Prefettura. E su quanto accaduto a Borgo San Nicola interviene anche l’Osapp, il sindacato autonomo di polizia pentenziaria. “Fortunatamente non ci sono state conseguenze ben più gravi, come invece successo in altri istituti penitenziari in analoghe circostanze”, dicono dalla sigla sindacale. “Resta comunque un episodio di particolare gravità, causato dall’ormai drammatica carenza di personale”. Aggiungono ancora i referenti dell’Osapp: “negli orari serali e notturni tutte le sezioni sono sistematicamente accorpate ed un’unica unità di polizia penitenziaria deve vigilare almeno due sezioni detentive e si arriva a coprire 3/4/ posti di servizio”. Ad aggravare ulteriormente la situazione è il sistematico accorpamento anche di posti affidati a un unico agente, con conseguente difficoltà ad intervenire tempestivamente in caso di allarme. Una situazione che, alla luce di quanto accaduto, rimarcano dall’Osapp, deve essere affrontata urgentemente dalle istituzioni. Ed è per questo che chiedono che venga attivato al più presto lo stato di emergenza, al fine di tutelare l’incolumità del personale e prima che sia troppo tardi.

 

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