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Oss arruolata in pandemia, incassa il benservito: Asl dovrà risarcirla

LECCE – La giudice del lavoro Maria Gustapane accoglie il ricorso di una Oss assunta a tempo dalla Asl di Lecce in piena pandemia e poi congedata e, contestualmente, condanna l’azienda sanitaria a risarcirla per 6.280 euro, oltre al pagamento delle spese legali di 2.400 euro. Il perché è tutto nel contratto sotto accusa: così come formalizzata, quell’assunzione temporanea non è giustificata: non rispetta la Legge in primis e poi non menziona neanche l’emergenza pandemica in atto.

Sentenziando così la giudice ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Ernesto Rizzo e Stefano Calcagnile, legali difensori dell’operatrice socio sanitaria che, come tanti altri, a fine emergenza si è ritrovata a casa.

E se da una parte è vero che il contratto prevedeva un’assunzione a tempo limitato, dall’altra parte è anche vero che la necessità di ulteriore personale in corsia era sotto gli occhi di tutti. È lo stesso motivo per cui nel novembre 2021 alcuni operatori socio sanitari hanno denunciato le intenzioni dell’ente di non rinnovare i loro contratti e di assumere altro personale a tempo determinato: «Un paradosso – avevano tuonato – una scelta ingiustificabile», facendo partire una diffida verso Asl e Regione.

Ebbene al netto della motivazione a monte del ricorso della Oss, quello messo nero su bianco nella sentenza è un principio chiaro: la ASL Lecce – secondo la Giudice – ha stipulato contratti a termine senza la sussistenza di comprovate esigenze di carattere esclusivamente temporanee o eccezionali, in barba alle condizioni e modalità di reclutamento stabilite dalla Legge (art. 36 Dlgs 165/2001).

Che quel contratto stipulato fosse legittimato ad essere a tempo determinato non si evince da nessuna parte, perchè l’azienda non lo ha scritto da nessuna parte: è questo il nodo della questione, confluito nella condanna.

“Un cavillo burocratico” potrebbe pensare qualcuno, fatto sta che il risultato resta. E come questo contratto della Oss ricorrente – stando alle stesse memorie difensive presentate da Asl – ce ne sono anche altri. Tutti – stando alla sentenza – illegittimi.

E.Fio

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