Sanità

Assunzioni e pronto soccorso: la denuncia della CGIL

BRINDISI – Ancora criticità in seno ai pronto soccorso della provincia di Brindisi. L’ennesima denuncia arriva dalla CGIL che boccia la nuova delibera sulle assunzioni approvata dalla ASL.

Torna di stretta attualità la problematica relativa alla carenza di personale medico nei pronto soccorso della provincia di Brindisi. Secondo la denuncia della CGIL, l’attuale direttivo della ASL di Brindisi, con delibera del 4 maggio scorso, avrebbe escluso medici in possesso di requisiti idonei a svolgere l’attività in pronto soccorso, gravando sulla domanda di salute dei cittadini. Se la denuncia del sindacato dovesse essere fondata, si sarebbe sbattuta anche la porta in faccia a ad una vasta platea di medici che da anni attendono di essere integrati nel sistema sanitario nazionale.

“Se da un lato – spiega la CGIL – con questa deliberazione viene di fatto smentita la nota favola dei medici che non si trovano visto che vengono esclusi alcuni medici poiché non in possesso dei requisiti previsti dal bando, pur essendo in possesso di quelli previsti dalla legge, dall’altro vengono smentite le posizioni dei decisori politici in indirizzo, più o meno ufficiali, recentemente consegnate indirettamente da sindaci e candidati sindaco alla cittadinanza ed alle parti sociali nonché dal Commissario straordinario della ASL, secondo cui non vi sarebbe una precisa volontà politica formalizzata di sopprimere per asfissia il diritto alla vita ed alla salute nel territorio brindisino attraverso una razionale ospedalectomia sistematica della locale azienda sanitaria”.

Secondo il sindacato, la delibera altro non è che un “esempio ultimo e paradigmatico della tipica e masochistica inazione di codesta amministrazione, causa sia di un reclutamento di medici molto inferiore rispetto al fabbisogno, sia di gravi carenze di organico, che fanno sempre comodo ai bilanci”.

Pertanto, ci troviamo ancora al cospetto di una criticità importante, che non solo lede la dignità di medici ma soprattutto mina la richiesta di salute dell’intero territorio, quanto mai vessato da una sanità locale totalmente deficitaria e precaria.

Tommaso Lamarina

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