SPECCHIA – Resta in carcere Nicola Scupola, 70 anni, accusato di aver ucciso il fratello Vincenzo in seguito all’ennesima lite familiare scoppiata tra i due. L’uomo è stato ascoltato questa mattina dal gip del Tribunale di Lecce Sergio Mario Tosi che al termine dell’interrogatorio ha convalidato il fermo di polizia giudiziaria. Ad assistere l’uomo gli avvocati Sergio Annesi e Cristiano Solinas.
Scupola si trova recluso a Borgo San Nicola dallo scorso sabato, qualche ora dopo il ritrovamento del cadavere del fratello in una cisterna nelle campagne di Specchia.
Il presunto omicida ha ammesso di aver picchiato il fratello 78enne aggiungendo nuovi particolari alla prima versione dei fatti. Ad innescare la miccia fatale, è stata l’ennesima lite, questa volta per via di una tubatura dell’irrigazione tranciata.
Nicola Scupola ha ribadito di essere stato inizialmente aggredito dal fratello. La risposta è stata veemente e violenta. Al giudice, il presunto omicida ha raccontato di aver utilizzato non solo un bastone – così come emerso nell’immediatezza dei fatti – ma anche una pietra e un ramo, armi con le quali avrebbe infierito su Vincenzo, otto anni più grande di lui, lasciato inerme a causa delle gravi ferite riportate, sul giaciglio della cisterna. “Poi sono andato via”, ha detto Nicola al gip. Una mezza ammissione, insomma, anche se ad inchiodare l’uomo c’è un testimone oculare.
Tanto basta per lasciare in cella il presunto assassino. Ad ogni buon conto gli avvocati difensori sono pronti a chiedere la revoca della misura restrittiva in carcere: “Non ci sono esigenze cautelari – spiega l’avvocato Sergio Annesi – sia per quanto concerne il possibile pericolo di fuga e sia per un’eventuale reiterazione del reato ai danni della sorella della vittima, una donna che viveva nel terrore proprio a causa del carattere si troppo focoso e violento del fratello Vincenzo. Peraltro le condizioni di salute di Nicola, un plurinfartuato, escluderebbero di fatto qualsiasi tentativo di darsi alla latitanza. Insomma, non abbiamo a che fare con un profilo criminale”.
La tesi della legittima difesa è naufragata non solo davanti al gip ma anche in seguito all’esame autoptico eseguito dal medico legale Alberto Tortorella sul cadavere. Da un lato, infatti, non si colgono segni di un possibile tentativo di strangolamento nei confronti di Nicola, dall’altro invece si scorgono profonde ferite sul capo e sul volto della vittima.
Infine, emerge un altro particolare dalle indagini degli agenti del Commissariato di Polizia di Taurisano: un paio di anni fa Vincenzo Scupola venne denunciato con l’accusa di aver aggredito la moglie del fratello.
di Antonio Greco
