Xylella, al via la raccolta firme per estendere gli indennizzi fino a 5 anni

MELENDUGNO – Cinquantasette 57 milioni di piante secche, oltre 50mila ettari di oliveti completamente andati distrutti, cioè ridotti a cimiteri di alberi, nel Salento, di cui 40mila solo nella provincia di Lecce. Sono dati impressionanti che rendono bene l’idea dello tsunami che si è abbattuto nel nostro territorio a causa della Xylella fastidiosa. Gli agricoltori invocano ristori adeguati. Ma gli indennizzi stabiliti dalla Regione Puglia appaiono iniqui. Nel territorio leccese i primi casi di Xylella sono comparsi con almeno sei/sette anni di anticipo rispetto alle altre due province salentine. Ecco perché il consigliere regionale Paolo Pagliaro ha presentato una mozione per chiedere l’estensione degli indennizzi Xylella da tre a cinque anni nei territori della provincia di Lecce. Una vera strage di ulivi si è abbattuta sulla provincia leccese con effetti devastanti – spiega Pagliaro – Con la mia mozione chiedo di ristabilire il principio di uguaglianza secondo cui casi oggettivamente diversi devono essere trattati in modo differente, e il criterio di proporzionalità e di correlazione tra danno effettivo e indennizzo”.

Per dare forza alla sua iniziativa il Movimento Regione Salento ha lanciato a Melendugno una raccolta firme alla quale hanno aderito un centinaio di agricoltori del territorio. Una iniziativa che ha trovato il sostegno convinto della Cia. Ad appoggiare l’iniziativa anche Confagricoltura Lecce rappresentata da Gianluca Greco. 

Reddito azzerato e costi raddoppiati. “Lo scenario per gli agricoltori è preoccupante e paradossale”, fa sapere Gianluigi De Pascalis del Dipartimento Agricoltura del Movimento Regione Salento. 

Ritardi che si registrano anche nella graduatoria relativa ai reimpianti. Insomma, c’è bisogno di dare un sostegno concreto agli agricoltori. Ne è convinto anche il sindaco di Melendugno Maurizio Cisternino

Intanto la Xyella va avanti. Corre meno rispetto a quando ha iniziato a devastare le piante di ulivo nei territori leccesi, ma resta assai pericolosa. Le misure di contrasto all’infezione, che impongono la rimozione di tutti gli ulivi a meno di 50 metri da quello infettato, hanno portato all’abbattimento di 1.454 piante nel 2022. Per bloccare l’avanzata del batterio sono state individuate zone ormai infette e zone chiamate “cuscinetto”. La battaglia continua. Prossima tappa per la raccolta firme domenica mattina a Guagnano, prima di approdare in altri centri della provincia di Lecce.

 

 

 

 

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