Brindisi: fioca la fiamma della speranza per le Final Eight

BRINDISI – Poche residue speranze di qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia, pochissime, la fiammella è ancora accesa ma per alimentarla Happy Casa Brindisi deve vincere a Sassari, senza se e senza ma. E poi obiettivo ancora più importante è la salvezza. Mantenere la categoria è basilare, ed è l’unica cosa che conta in una stagione strana come questa, dove il team di Vitucci ha giocato sull’altalena dell’imprevedibilità rimanendo appeso all’elastico dei risultati.

Il verdetto di Sassari potrebbe determinare anche le scelte future in chiave mercato, perché il diesse Giofrè insieme a Vitucci e con il supporto di una società sempre presente, dovranno guardarsi intorno per capire come rinforzare questo roster che qualche falla la tiene.

Molto probabilmente per la sfida in Sardegna sarà convocato anche D’Angelo Harrison, clinicamente guarito dall’infortunio al tendine d’Achille ma chiamato a lasciarsi alle spalle dubbi e timori legati al lungo periodo di stop.

Potrebbe essere proprio lui il primo rinforzo pescato in casa in questa nuova fase.

Brindisi deve e può migliorare nella fase difensiva perché guardando le statistiche ci accorgiamo che è quintultima come punti subiti per una media di 82,9, un po’ tanti, sui quali gravano, senza ombra di dubbio, le sconfitte con Pesaro e Varese, entrambe al PalaPentassuglia, rispettivamente con 102 e 104 incassati.

Così come in attacco urge migliorare la media dei tiri da tre perché Happy Casa Brindisi è la terza peggior squadra con 31,7% di media. Questo è dovuto anche alla concentrazione che in determinate fasi delle gare cala drasticamente provocando poi le debacle alle quali abbiamo assistito.

Adesso testa solo a Sassari che ha 12 punti, Brindisi ne ha 10 come Scafati, davanti c’è Brescia con 14; la qualificazione alle Final Eight si gioca tutta qui: Sassari-Brindisi, Verona-Brescia e Scafati–Pesaro.

Bisogna vincere e sperare nei due incroci giusti. Se accadrà significherà che Brindisi riuscirà a risorgere dalle proprie ceneri, un po’ come la fenice.

 

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