Operazione “Insidia”, mano pesante del pm per i fratelli Coluccia

LECCE – Diciotto anni di reclusione per Michele Coluccia, 63 anni, e 16 anni per il fratello Antonio, 65 anni. Sono le pene più alte chieste dalla pm Carmen Ruggiero nel processo col rito abbreviato che coinvolge 16 persone nell’ambito dell’inchiesta denominata “Insidia”. Secondo l’accusa, i due fratelli di Noha avrebbero tentato di far rinascere il noto sodalizio criminale che imperversava negli scorsi decenni tra Galatina e dintorni.

14 anni e 7 mesi sono stati chiesti per Antonio Bianco detto “Stella” o “Biondo”, 49enne di Aradeo; 12 anni per Luigi Di Gesù, detto “Pica”, 51enne di Cutrofiano; 11 anni e 4 mesi per Silvio Coluccia, 51enne di Aradeo, Ali Farhangi, 60enne di origini iraniane, Marco Calò, detto “Uzzaru”, 47enne di Aradeo, e Nicola Giangreco, 53enne di Aradeo; 10 anni a testa per Pasquale Anthoni Coluccia, 50enne di Noha, e Renato Puce, 44enne di Corigliano d’Otranto; 8 anni per Vitangelo Campeggio, meglio noto con l’appellativo di “Diego”.

Pene più lievi per gli altri personaggi coinvolti nell’inchiesta:  6 anni per Gerardo Dino Coluccia, 5 anni e 4 mesi per Sergio Taurino. un anno a testa per Emanuele Apollonio, Stefano Marra e Gabriele Serra.

L’organizzazione criminale è accusata di alcuni reati, tra cui spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni e usura.

Per Antonio Megha, 61 anni, ex sindaco di Neviano – accusato di scambio elettorale politico-mafioso – e Cosimo Tarantini, 55anni, anche lui di Neviano, il processo si aprirà invece con rito ordinario davanti ai giudici del Tribunale di Lecce.

 

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